Salamartano a proposito di Super Tuscan 

Salamartano, il cui nome deriva  dalla sala di Marte, ovvero il salone delle armi del castello di Fucecchio. Il vino un I.G.T. che stilisticamente si colloca tra i Supertuscan, la cui prima annata di uscita è stata il 1992. Un vero Cru ottenuto da due vigne singole con taglio “Bordolese” prodotto a Montellori. Nel blend si amalgamano, percentuali di Merlot e Cabernet Sauvignon, arricchito nelle annate più recenti di Cabernet Franc e Petit Verdot. Questo vino proveniente da una zona inusuale, più nota per le industrie manifatturiere che per la produzione vinicola e da molti ritenuta inadatta per la produzione di grandi vini rossi. L’azienda di Montellori è gestita da diversi anni dalla famiglia Neri che d’altra parte non è insolita alle sfide nel campo vitivinicolo; infatti produce anche un Metodo Classico Blanc de Blanc 100% Chardonnay,  con eccellenti  risultati di cui l’intero vigneto  è situato a 500 m  s.l.m tutto a Pergola Trentina.

I vigneti del Salamartano sono localizzati nella zona di Cerreto Guidi a 150 metri s.l.m. due diversi appezzamenti, di cui  la componente è diversificata; calcarea ed argillosa del Podere Moro per produzione dei Cabernet,  quella argillosa del Podere Montauto per il Merlot. Le uve vengono vinificate separatamente, il vino poi esegue un passaggio in barriques. Produrre un vino del genere nella terra dei grandi Sangiovese da un lato ed i blasonati Bolgheresi dall’altra ha richiesto sicuramente una buona dose di coraggio e spirito innovativo. Di fatto il Salamartano  è un vino dal carattere  maturo ma ben modulato, potente ma non opulento, ben eseguito e territoriale nei richiami odorosi, elegante e longevo non teme nessun confronto con altri vini à la page.

 

Tasting notes 

Serata tra amici in cui dedichiamo i nostri sforzi enoici all’apertura di alcune annate, per un confronto conviviale. 

Salamartano 1998 50% Cabernet Sauvignon 50% Merlot 

Esordisce in sordina aprendosi poco alla volta con sentori umidi di humus, foglie macerate, terreno bagnato, sfumature di caucciù, ceralacca. Rosa essiccata e tocchi cipriati ingentiliscono il bouquet che mostra anche tratti ferrosi e sanguigni.
Il palato è lineare e di grande piacevololezza ma manca di profondità risultando un po’ magro. Tuttavia conserva quella vena acida che lo ravviva insieme a tannini docili seppur ridotti cosí come pure la persistenza.

Salamartano 2001 50% Cabernet Sauvignon , 50%Merlot

Ematico a bicchiere fermo che evolve e  si apre dopo qualche secondo. Con l’ossigenazione emergono tratti di maturità  che aprono su un frutto nero ma croccante, in cui si insinuano nuance di rosa e tratti balsamici, cera, incenso, alloro, rosmarino, lavanda e riflessi terrosi si fondono, in una danza aromatica sinuosa. Il palato è profondo solido e stratificato contornato da tannini pregevoli in cui ritornano le note carnose e ferrose. Intenso e fresco sulla fine ritorna il frutto ed una nota fumosa d’incenso, chiude lungo ed elegante.

Salamartano 2004  60% Cabernet Sauvignon  40% Merlot 

Olfattivo scandito da note più zuccherine rispetto agli altri. Cassis, ciliegie, mature in cui spuntano floreali rossi carnosi e spezie dolci. La scia speziata è contornata da un velato  tocco di erba appassita. IL palato è avvolgente più largo che lungo, denotato da gradevole spinta fresca e tannini ancora puntigliosi, ma ben eseguiti il cui finale risulta leggermente polveroso, ma con gradevolissimo ritorno nel retrolfattivo della nota dolce.

Tignanello evoluzione dell’eccellenza.

Tignanello nasce nel 1970, prodotto da Piero Antinori, nella tenuta Tignanello, nei dintorni di San Casciano Val di Pesa, pochi chilometri a sud di Firenze. La leggenda vuole che in questa zona abitasse “Tinia”, divinità etrusca, da cui ha preso nome il vino. Nel ’75, si inizia ad aggiungere al tradizionale Sangiovese una parte di Cabernet Sauvignon e Cabernet Franc. L’affinamento prevede l’utilizzo di Barrique esula dalle vinificazioni tradizionali del Sangiovese rendendolo un vino che getta lo sguardo verso un competitivo mercato internazionale. Le peculiarità del Tignanello risultano lungimiranti per l’epoca, comprendevano infatti l’introduzione di quei vitigni internazionali che hanno fatto la fortuna dei supertuscan 24 anni più tardi. Ambizioso e ben realizzato di fatto esce dal disciplinare storico del vino Chianti Classico perdendo la denominazione DOC e rimanendo con la sola generica indicazione vino da tavola. Nel 1994 gli viene attribuita la nuova denominazione di  I.G.T.

Tignanello è prodotto esclusivamente dal toponimo del vigneto da cui provengono le uve. Il terreno sono 57 ettari esposti a sud-ovest, di origine calcarea con elementi tufacei. L’altezza è compresa tra i 350 e i 400 metri s.l.m. presso la Tenuta di Tignanello.

Tasting notes

Tre annate storiche a confronto, infatti in quegli anni il consulente della storica casa vinicola fiorentina era l’enologo Giacomo Tachis che solo nel 1993, fu sostituito da  Renzo Cotarella.

1978 –Il colore di una luminosa sfumatura granato, appare più  fitto e molto ben conservato nel corpo centrale non dimostra  incredibilmente i suoi 38 anni di età. Elegante e raffinato frutto di una stagione vegetativa lunga non condizionata da picchi di calore. Nel bicchiere i profumi si propongono in più varianti di toni che vanno dalla ceralacca, resina, humus pepe alla composta di ciliegie mature e scorza di agrumi. Cangiante dopo qualche minuto escono nuance di pot-pourri, fiori appassiti, note mentolate, foglie di thè. Il sorso morbido è ben scandito dalla parte fresca di bella struttura, saporito, il  corpo è sostenuto da una trama tannica setosa ed un ritorno al frutto eccellentemente conservato e che si allungata sulla persistenza .

1985- Complice un’annata tra le migliori degli ultimi 30 anni  ha un’intensità cromatica più compatta. Luminoso e trasparente il colore granato è contornato da riflessi aranciati. Preciso e cesellato, il  varietale è contrassegnato da note speziate in cui si fondono aromi balsamici di pino e viola. Ematico e ferroso, si espande su profumi di liquirizia, tamarindo, frutti rossi, seguiti da nuance di foglia di tabacco, china. Il palato mostra una struttura equilibrata da morbidezza e freschezza dove un tannino finissimo accompagna il gusto che resta teso sulla lunghezza e chiude con una calibrata sinergia tra frutto e aromi di cioccolato fondente. Infinito!

1989- Malgrado l’annata giudicata tra le minori ne esce con un’ottimo colore ed un sviluppo nel bicchiere integro e dinamico. Granato con sfumature aranciate, l’olfatto esce con la frutta ancora in primo piano; amarena, cassis, piccoli frutti di rovo, alone terroso che ricorda l’odore del tufo, il cuoio, dragoncello selvatico, la salamoia di olive, tabacco. La bocca è caratterizzata da una struttura potente e ben conservata, rotondo e denso ha tannini fitti scorrevoli e freschezza che tende il sorso, sorprendente nel finale lunghissimo in cui ritorna una striatura di cioccolato e tabacco.