Una lunga estate “Rosè”

img_0124

Che fosse l’anno dei rosati si era intuito da tempo, basta dare un’occhiata ai tanti post che circolano sui vari social e che hanno dipinto di rosa pagine intere. L’estate particolarmente calda ha certamente contributo a fare spazio a questa tipologia il cui colore invitante e la temperatura di servizio intorno ai 10/12 gradi, promette un genere rinfrescante e pieno di sapore.

Il rosè è in realtà molto versatile, di facile abbinamento alle pietanze tipicamente estive. Un trend che trova sempre più spazio tra i vini bianchi arrivando a riempire interi scaffali con le molteplici sfumature rosa.

Tipologia molto diffusa anche all’estero a partire dalla vicina Francia, in particolare quella del sud. I rosé italici naturali o non convenzionali sono diversi per vitigni e peculiarità. Oggi sono moltissime le aziende che hanno nella loro gamma produttiva almeno un rosato. Incredibilmente l’Italia risulta essere uno dei maggiori esportatori di questa tipologia, mentre i primi consumatori restano per adesso i vicini francesi.

Produrre un buon rosè non è però cosa banale, ma chi riesce nell’impresa ottiene prodotti che meritano rispetto e considerazione.

Occorre scegliere il vitigno giusto prima cosa, in base a caratteristiche di acidità, aromaticità e capacità colorante. Il territorio, deve avere sufficiente escursione termica e ventilazione per ottimizzare la maturazione delle uve, le quali devono essere sane e nel miglior stato possibile.

Anche scegliere il momento giusto della raccolta non è mai banale, con pochi giorni di anticipo si rischia di ottenere un vino squilibrato e pochi giorni di ritardo per avere un vino eccessivamente alcolico o scarso di freschezza. Massima cautela anche in cantina per ottenere il giusto gradiente di colore desiderato. Infine occorre stare attenti alla conservazione del suo colore estremamente fragile ed esposto a fenomeni di ossidazione. D’estate però accanto a prosciutto e melone, oppure piatti di pesce o carni non troppo elaborate, il rosato è il giusto rito per esorcizzare il caldo di un’estate ancora lunga.
 Tasting Notes di alcuni dei migliori assaggi.


Whispering Angel 2016 – CAVE D’ESCLANS AOC Provence 

Zona del Bandol la più famosa e vocata per la produzione di rosè  Château D’ESCLANS si trova a La Motte, nella regione francese del Var. -72% Grenache, 13% Rolle, 7% Syrah, 4% Cinsault, 4% Tibouren

Tipicamente provenzale nelle sue sfaccettature, questo rosè ha in suo punto cardine nell’estrema raffinatezza di profumi ed aromi. Colore rosa salmone molto tenue e luminoso. I tratti erbacei e floreali sono completato da piccoli frutti rossi appena accennati che sia nei profumi che nel gusto arricchiscono un sorso leggiadro dotato di una grande freschezza, la lunga persistenza è seguita da un finale pulito e asciutto. Finissimo.

 


Illario 2016 fattoria di Magliano Sangiovese 100% della Maremma Toscana 

Territorio assolato e selvaggio che risente dei vicini venti marini, da dove si ottengono vini concentrati e maturi. Illario è un bel rosa intenso e vivace, perfetto connubio tra la maturità dei frutti rossi e la freschezza delle erbe aromatiche. Entrata di avvolgente morbidezza, sferzata da freschezza e sapidità, il sorso fà salivare a lungo richiamando il sorso. Chiusura sapida e piacevolmente fruttata. Dissetante

 


“Petali” 2016 az agricola Cantalici  Sangiovese 100% 

Igt biologico e vegano, ovvero che prevede un uso di coadiuvanti di sola origine vegetale e minerale per tutto il ciclo produttivo. Esigua la produzione di solo 15.000  bottiglie.

Rosato di ottima beva in cui i frutti rossi sono piccoli e croccanti con accenni ferrosi ed ematici, intenso il floreale di viole e rosa. Palato inizialmente disteso e rilassato, mostra un lato più selvaggio carnoso e sapido. Persistente e sostenuto da parte acida rinfrescante.

img_7705-1
Sangiovese in purezza anche per il Rosè 2016  di Riecine 

Cuore della Toscana nel Chianti Classico. Il rosato di Riecine ha una colorazione molto tenue che rammenta tratti più nordici. I profumi invece sono strettamente legati al territorio, erbe aromatiche in cui si insinuano tratti agrumati e floreali di violetta tipici del Sangiovese di quelle zone. Il palato aereo ed intenso è teso da una vena fresco/sapida che risulta appagante e completa, chiusura impeccabile e lunga, eleganza da vendere. Pregevole.


Campo alle Comete 2016 Rosato Bolgheri Doc 

Nasce da un tipico taglio di vitigni Bordolesi in pieno stile  Bolgheri.  Il primo vino interamente prodotto e vinificato dalla nuova gestione, esegue una pressatura soffice con l’aggiunta di una piccola percentuale ottenuta con metodo del salasso.

Ciliegie fragole frutti rossi succosi, contornati da erbe aromatiche, resina di pino fiori viola. Rosato dotato di bella struttura in grado di sorreggere anche piatti elaborati. Intenso, si allarga con un incedere morbidamente avvolgente per poi bilanciarsi con la parte data dalla freschezza e dalla sapidità marina, tipica del territorio. Trasognato.


infine…per chi ama la sensazione carezzevole delle bollicine.

.
Champagne  Révélation. 100% Pinot Noir. Rosé de Saignée. Dosaggio 7 gr/l.

Un rosè quasi solo di nome che rasenta un rosso scarico brillante e vivace. Il perlage è composto da numerose bollicine sottili, cremoso al palato, accarezza senza graffiare. Il quadro olfattivo è guidato dall’intensità del Pinot Noir in cui frutti rossi e sottobosco sono ben marcati, croccanti e arricchiti dalle sensazioni gessose, a cui si sommano le note fragranti date dall’affinamento in bottiglia. Complessità anche al palato intessuta in una spinta propulsiva data da una notevole freschezza stemperata da una morbida elegante nota fruttata, lungo e coerente il finale. Eccellente

 

L’ultima Merla Rosa

IMG_3993La Merla Rosa, un rosè ottenuto da uve canaiolo un biotipo chiamato appunto uva “Merla” dell’azienda Terenzuola di Ivan Giuliani  anno 2010  prodotto nello storico e ancora poco conosciuto territorio della Lunigiana che ultimamente stà ottenendo grandi risultati grazie alla costanza all’impegno impegno di alcuni produttori locali .Il canaiolo che in Toscana è da tempo usato in associazione al Sangiovese per la produzione di tanti Chianti Classico. Nel ‘700 era addirittura più conosciuto del vitigno toscano per eccellenza.

In questo vino è usato in purezza dopo una pigiama soffice ed una breve macerazione di poche ore sulle bucce .

IMG_3992

Affascinante  rosa intenso che vira verso bel tono caldo senza diventare rosa chiaretto gira con lentezza dimostrando un buon corpo e contenuto glicerico .

Al naso si esprime intenso eppure elegante con floreale di rosa canina e frutti rossi selvatici , arbusti di macchia mediterranea, gelso rosso, a cui segue cipriato e speziato.Al gusto fresco e sapido, il frutto riempie il palato con appagante succosità il pepe rosa emerge sul finale e il gusto si conserva integro durante tutta la persistenza.

Un unico difetto…non viene più prodotto, in quanto le uve di questo vino vengono tutte confluite nel rosso della Merla della Miniera ,altro grande vino di cui parleremo la prossima volta .

“Rosato” Podere San Lorenzo

IMG_3914
L’estate volge ormai al termine quale momento migliore per bere i rosati, e quindi provare quei vini che affascinano a partire dall’ammaliante colore?
Con piatti che spesso richiedono un uso moderato di pomodoro maturo riescono a contornare sia dal punto di vista cromatico ma anche con il giusto intreccio di sapori e sensazioni una discreta quantità di piatti tipici Toscani, una fusione di sapori che lasciano appagati e soddisfatti.
Una sorpresa il Podere San lorenzo di solito dedito a grandi rossi, che però con il suo “Rosato 2014” riesce ad emozionare per una brillantezza di colore ed un effluvio di profumi che riportano più ad rosso che ad un rosè, ottenuto mediante salasso e fermentato in barrique usate, ha il piglio della terra in cui nasce Montalcino.
All’olfatto i frutti sono piccoli e rossi, intensi maturi, contornati da note balsamiche di macchia, al gusto la malolattica ne ammorbidisce l’entrata vigorosa, gradevolmente bilanciato da tanta freschezza ed una spalla sapida importante spazia al palato intrigando il gusto con sottile suadenza e succosità .Goloso fino alla fine, rientra in un quello spazio di bottiglie che finiscono in brevissimo tempo.
Pochissime le bottiglie prodotte appena 500.
Speriamo che San lorenzo il prossimo anno decida di produrne un po’ di più…