Il Palagio di Panzano

Il Palagio di Panzano di Monia Piccini e Franco Guarducci è sito a poca distanza dal centro di Panzano in Chianti. Una valle inondata di sole che gode di un’esposizione ventilata sulla dorsale che guarda verso la Conca d’oro di Panzano. Il possedimento che anticamente era una riserva di caccia, fu acquistato nel 1965 dal nonno di Monia Piccini con la speranza che quel gruppo di case in futuro sarebbero diventate un investimento edile. In quegli anni Panzano era una zona depressa con una esigua produzione di vino che veniva fatta soltanto per ricoprire i fabbisogni familiari. Nel 1968 Fabrizio Piccini padre di Monia, iniziò a produrre vino di Panzano per un uso domestico piantando le prime vigne intorno al fabbricato e iniziando a fare progetti per far rivivere quel Borgo dalla bellezza antica e rurale. Monia dopo la morte prematura del padre sceglie di seguire le orme paterne ed aiutata dal marito inizia i lavori per la ristrutturazione dell’antico borgo. Poco alla volta il progetto prende vita permettendo l’apertura di un agriturismo immerso nel verde delle colline dove alla bellezza suggestiva del posto è unita ad attenzione estrema per il dettaglio, cure che sono riservate anche nella produzione del vino. Dal 2004 le energie della coppia vengono infatti canalizzate su di una produzione vinicola qualitativa. Coadiuvati dall’agronomo Marco Chellini, vengono rivisti i vecchi vigneti e fatti nuovi impianti, a cui nel 2008 si aggiunge anche la vigna “Le Bambole” le cui uve sono destinate alla Gran Selezione. Il vigneto dedicato alle due figlie della coppia appunto “le Bambole”, nasce su un impianto con una esposizione perfetta a 450 metri slm da dove provengono le uve con cui viene prodotto il cru. La copertura totale vitata è di 8 ettari, di cui 7 di Sangiovese e 1 di Merlot. I terreni sono piuttosto variegati con percentuali di argilla ed alberese che in alcuni appezzamenti vengono attraversati da striature più ricche di ferro. Per questo motivo ogni appezzamento viene vinificato separatamente e successivamente assemblati a seconda delle caratteristiche che si vuol ottenere, la cantina è piccola adeguata al fabbisogno del vino prodotto. le vigne sono seguite in maniera scrupolosa e capillare. L’azienda è biologica certificata e facente parte di un sistema in cui tutta la produzione è attenta e volta a sfruttare il meglio delle risorse che il territorio può offrire. I vini del Palagio riflettono le cure che ricevono, interpretati in un modo che esprime attenzione per l’innovazione in un divenire continuo dove anche il cambiamento è inteso come un progredire costante nel tempo.

Tasting notes di alcuni dei migliori assaggi

Sangiovese senza solfiti 2016

Colore purpureo trasparente, caratterizzato da un frutto incisivo netto e fragrante, in cui si ritrova la freschezza e l’aromaticità del Sangiovese senza maschere. Malgrado la gioventù dimostra un gradevole equilibrio, sorso fruibile sapido e freschissimo e tannini dolci.

Chianti Classico 2013 Riserva

Bel colore rubino coeso e trasparente sul bordo. Inizialmente apre su toni ferrosi che ossigenandosi si ampliano su note date da un pot-pourri di fiori rossi, ribes, agrumi rossi e fresca parte balsamica. Palato intenso e dinamizzato da tannini vividi ed eleganti. Le freschezza è esacerbata dal frutto succoso. Profondo ed ancora scalpitante chiude lasciando una lunga scia saporita.

Chianti Classico Riserva 2012

Rubino con lievi cenni di granato sul bordo. Profumo dolce molto accattivante denotato da fruttuosità che portano a note di fragoline, ciliegia, succo di pesca gialla, erba appassita. Sferico ed avvolgente il gusto è influenzato dall’annata, risultando equilibrato tra freschezza e morbidezza.

Chianti Classico Riserva 2010

Trasparenza e luminosità svelano la materia di questo vino che si mostra complesso e sfaccettato. Piccoli frutti rossi, fiori viola, sensazioni ferrose, le spezie sono fuse senza essere invadenti. Palato dalla texture avvolgente ben dosata da una tannicità finissima. La vena acida è smorzata dalla morbidezza, rendendolo vicino ad un equilibrio perfetto, il sorso vellutato accompagna il finale elegante.

Gran Selezione Le Bambole 2013

Ancora in affinamento in bottiglia, questo campione in assaggio dimostra comunque una gran personalità. Ventaglio dei profumi ampio  denotato da frutto nero e rosso con molti cenni balsamici, resina, menta, cenni piccanti di pepe verde e nero, di foglia di tabacco. In bocca nervoso mostra segni di giovanile vitalità sprizzando freschezza e tannini irruenti,  immerso in un bel frutto ha una dinamicità propulsiva e persistenza lunga. In evoluzione.

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“Val delle Corti” coerenza che diventa stile

 L’arte necessaria per saper fare del buon vino spesso si apprende con specifici studi, altre volte la si eredita insieme ai vigneti e prendendosi cura degli stessi anno dopo anno. Molte volte le due cose coincidono, ma sicuramente c’è bisogno di un’altro ingrediente fondamentale, l’entusiasmo per ciò che si sta facendo e la voglia di farlo in maniera sempre migliore. Saper ascoltare ciò che le vigne possono o non possono dare assecondandone i tempi e la produzione, senza forzature, ecco ciò che Roberto Bianchi, impara in breve tempo dopo la morte del padre Giorgio Bianchi ritrovandosi improvvisamente a dover produrre vino da solo, senza la guida paterna.

Radda negli anni 80 era una zona che non aveva grande risonanza per i vini che vi erano prodotti, giudicati troppo duri monolitici che avevano bisogno di troppo tempo per essere bevuti. Molti negli anni 1990 si fecero per questo motivo tentare da vitigni che potessero ingentilire quel Sangiovese così austero e scontroso, sostituendolo con ciò che per il momento era giudicato più commerciabile. Merlot e Cabernet  presero una parte cospicua dei vecchi vigneti, entrando in breve tempo nella percentuale della denominazione Chianti Classico.

Quei  pochi produttori che non si piegarono a questa richiesta di mercato continuando a puntare sulla produzione di Sangiovese in purezza, videro rifiutarsi il vino dal Consorzio in quanto “non rispondente agli standard del disciplinare ” declassandolo a Vino da Tavola. Molti grandi vini tra i più tipici e rispondenti al territorio toccò questa sorte; uno tra questi fu il Val Delle Corti.

Quando nel 1999: Roberto Bianchi prese le redini dell’azienda continuò  a mantenere un profilo  purista, scelta resa ancora più difficile dati i lunghi tempi di maturazione del Sangiovese e dell’esposizione Nord Est dei vigneti aziendali, che ne rendeva ancora più lunghi i tempi  per una vendemmia qualitativamente ottimale. Una scelta coraggiosa per i tempi risultata vincente nel tempo, i vini di Val Delle Corti hanno acquisito uno stile che interpreta alla perfezione il territorio Raddese: saporiti, mai opulenti e di grande eleganza. Anche in cantina la vinificazione è gestita con una estrema semplicità; utilizzo di lieviti indigeni con fermentazioni spontanee, nessun controllo delle temperature ed uso di mezzi artigianali, assecondando il percorso dei vini e rispettandone le tempistiche dettate dalle naturali variabili per l’annata.

Annata 2014 difficile in molte zone toscane a causa delle intense precipitazioni. Più del 40% dell’uva è stato sacrificato per ottenere comunque un buona qualità.

Tasting Notes

Val Delle Corti 2014 Chianti Classico

Sangiovese 100%

Bel rubino trasparente. Il profumo si compone di note fresche balsamiche che si completano con piccoli frutti, agrumi rossi, e violetta selvatica. In bocca il frutto si sente rendendo il gusto piacevolmente composto, grande tensione acida su cui si stagliano tannini che malgrado la gioventù non aggrediscono, finale sapido in cui di sente nitidamente la nota balsamica.

Val delle Corti 2014 Chianti Classico Riserva

Sangiovese 100%

Luminoso e molto floreale in cui viole lavanda danno un tocco fresco e vivace seguiti da spunti carnosi e  ferrosi. Il terreno umido si percepisce come un alone da cui emergono le erbe aromatiche alloro, ed un balsamico resinoso che ricorda il cipresso e arancia sanguinella matura e ben succosa. Palato snello, teso e levigato, condotto dalla vena fresca ed un tannino ancora energico ma dalla tessitura fine, sviluppo che mostra avvolgenza polposa che termina in un lungo finale sapido con ritorno di resina.

Val Delle Corti Chianti Classico 2013 Riserva

Sangiovese 100%

Annata più calda la 2013 in cui i frutti sono arrivati a maturazione. Colore più pieno ma sempre luminoso. La parte balsamica è profonda e intessuta in un frutto nero, mirtillo cassis, spezie. In bocca mantiene le caratteristiche che accomuna tutti i vini di questa azienda. Eleganza e vitalità vanno di pari passo in un gusto pulito ed avvolgente ben bilanciato dalla freschezza e dalla spalla sapida.

“La Lama”del Chianti Classico

DIstrazione

Partendo da Castelnuovo Berardenga  andando in direzione di San Gusmè, si trova l’ azienda agricola “La Lama”. Situata alla fine di una piccola strada di campagna, attraversa il crinale che passa a cavallo tra due colline vitate nel cuore del Chianti Classico.

È Aprile inoltrato, ma l’inverno sembra non arrendersi alla Primavera e con un ultimo colpo di coda di una perturbazione proveniente dal Nord Europa, ha reso il paesaggio che soltanto  il giorno prima era solare e bucolico, in un corridoio di folate gelide e taglienti. Ad attenderci il proprietario dell’Azienda, Duccio Campani. Duccio ha ereditato l’azienda del padre Giulio Campani il quale aveva acquistato la casa colonica ed i terreni adiacenti l’edificicio nel 1969 dopo aver lasciato il lavoro come dirigente di banca,  affascinato da quel luogo rurale e ritirato in mezzo alla campagna Toscana. Lui inizia impiantando poche vigne di Sangiovese per una produzione solo per uso familiare di vino.

Duccio da parte sua pur avendo una laurea in legge con l’alternativa di una vita cittadina, sceglie di rimanere in campagna, ed insieme alla moglie Tiziana Atzeni decidono di dedicarsi dalla trasformazione dell’azienda di famiglia,  in una realtà vitivinicola di rilievo. 

Varcando la soglia sul retro dell’edificio principale, troviamo il cuore della cantina, dove alcune grandi botti e qualche tonneau sono disposti ai bordi di una storica cantina risalente al 1600. Il corridoio con pareti umide,  lascia trapelare il passato del luogo, il soffitto  è costituito da volte in mattoni e pietra che conservano una temperatura stabile sia in inverno che durante la stagione estiva. L’entusiamo che Duccio ha messo nella produzione del vino si percepisce dal racconto,  di come un vecchio edificio rurale comprato negli anni 60, si sia trasformato un poco alla volta in una cantina in grado di produrre 7000 bottiglie l’anno. Ingegno e perseveranza, non sono mai mancate fin dai tempi di Giulio, ma è con Duccio che oltre alle moderne tecnologie si aggiungono quelle accortezze sia in vigna che in cantina conducono i vini ad un innalzamento del livello qualitativo. Inizia così una nuova era con un rinnovo  scaglionato dei vecchi impianti del 1975 per mantenere inalterata la produzione, la scelta di eseguire le potature in tempi più tardivi per evitare gelate primaverili, la consulenza di un enologo. Alcuni efficaci sistemi adottati per facilitare la produzione, sono stati concepiti e realizzati proprio da Duccio. Un meccanismo di carrucole  per trasportare le bottiglie dentro un contenitore nella zona dove viene apposta l’etichetta; inoltre una scaffalatura per lo stoccaggio che  ancorata al muro tramite tiranti, rende ben stabili le bottiglie in essa raccolte. Esperimenti,  cura dei particolari, ritmo non forzato né in vigna e né in cantina; i vini vengono lasciati ad affinare in vetro più a lungo di quanto previsto dal disciplinare e  immessi al commercio dopo ben 5 anni dalla vendemmia fino ad ottenere il desiderato livello qualitativo.

I vigneti sono adiacenti la struttura ed oltre al Sangiovese ospitano qualche filare di Cabernet Sauvignon e Merlot da cui si ricava uno dei vini aziendali il Caliptra un Igt.  

Un singolo  vigneto con vecchie vigne di Sangiovese viene prodotto  il vino da cui prende il nome “Sottol’aia” a sottolineare il luogo. 

La Riserva di Chianti Classico solo Sangiovese in purezza prodotto soltanto nelle annate migliori e con  un’accurata selezione manuale dei migliori grappoli il “Terzo Movimento” 

“Se si fanno dei progetti concreti, se si coltivano le proprie ambizioni se ci si dà da fare con umiltà se si aguzza l’ingegno,i sogni diventano realtà “  –BANANA YOSHIMOTO-

 

Tasting Notes

Caliptra IGT 2012

La Caliptra; anima dell’uva. Attenta selezione di uve Cabernet con una aggiunta di uve Merlot e Sangiovese, lasciato per 18 mesi almeno in tonneaux di rovere. Ottimo igt a cui un colore intenso e fitto, seguono chiari effluvi di iris e rosa frutto scuro maturo, spezie, ed erbaceo fresco e profumato. Sorso in cui morbidezza e rotondità di palato sono smorzati da tannini vivi e fitti, contornati da tanta freschezza fruttatta, invitante ed immediato.

Caliptra IGT 2007  Vino che si mostra con bei riflessi granato e corpo ancora di un integro rubino luminoso. Olfatto fresco e ben scandito da toni floreali appena appassiti erbe aromatiche, fieno appena tagliato, frutti piccoli sia rossi che neri freschi, arricchito da soffuse spezie, torrefazione, liquirizia. Il sorso è carnoso equilibrato e fresco, i tannini puntuali e finissimi, potente e floreale, finisce con note di tabacco e caffè  che emergono sul finire.

Sotto l’Aia Chianti Classico 2011 -100% Sangiovese.

Annata calda, il 2011 si mostra con  tonalità che dal rubino virano sul granato, il profumo è improntato da note scure di ciliegie nere e rosse e more mature, rinfrescato da note di erbe aromatiche, spezie piccanti. In bocca si allarga con rotondità e tannini scorrevoli mostrando carattere, la persistenza non è lunghissima ma nel retronasale porta con se il frutto maturo co un finale sommesso, ma pulito.

Sottol’aia- Chianti Classico 2010 -100% Sangiovese

La brillantezza del colore rubino intenso e trasparente lo fa sembrare più giovane del precedente. La sfera olfattiva è estremamente elegante e articolata, gioca su toni di agrume, lamponi, violette, bergamotto, alloro, note ferrose, ematiche, ed anche richiami pietrosi di sasso. Nessun profumo che predomina ma si avverte in modo netto e ben definito. Articolato e vibrante il sorso è slanciato dalla parte fresca che coinvolge il palato dall’inizio alla fine ed un tessuto tannico finissimo. Intenso e molto persistente espressione raffinata e rappresentativa di un grande Sangiovese.

Terzo Movimento – Chianti Classico Riserva 2010 -100% Sangiovese.

Vino di punta che riassume tutta la filosofia aziendale, infatti viene prodotto soltanto nelle annate migliori con una produzione molto limitata di appena 2000 bottiglie. Veste dalla bella concentrazione di colore trasparente e consistente. Quadro olfattivo delineato  da varie tonalità di frutti rossi maturi, tamarindo, arancia rossa, ciliegia, rosa, richiami di sottobosco, liquirizia mentolata.  In bocca più concentrato di materia estrattiva, avvolgente e succoso, equilibrato da una profilatura fresca balsamica, i cui tannini sono vellutati e  scorrevoli,

la sfida al tempo

IMG_6146L’emozione che regalano determinati vini quando hanno raggiunto il massimo dell’evoluzione in bottiglia non è certamente cosa da tutti i giorni.

Nelle bottiglie conservate a lungo ma in condizioni perfette si possono trovare  diversità già a partire dal colore. Con il tempo le nuance dal rosso rubino virano verso tonalità  più calde con toni che dal granato vanno verso l’aranciato. All’olfatto le note evolutive si modificano con una spiccata tendenza verso la terziarizzazione, che durante la lunga permanenza in bottiglia amplificano il corredo olfattivo del vino degustato. Infine anche   al palato i cambiamenti dovuti ad una polimerizzazione dei tannini rendono il sorso vellutato e  riequilibrano le sensazioni  astringenti dovute alla componenti più dure dei vini giovani.  Con questa tipologia di bottiglie datate e spesso rare serve qualche accortezza in più per degustarle al meglio.

Fin dal momento dell’apertura delle stesse potrebbero infatti esserci inciampi non previsti, tappi non sempre sono perfetti ed integri e potrebbero creare non pochi problemi sbriciolandosi ed andando a finire in mille pezzi dentro il prezioso nettare, oppure anche se il tappo è integro potrebbe con una lieve  pressione cadere nel vino. Bisogna inoltre calcolare che il tempo per  l’ossigenazione  può richiedere che esse vengano stappate con anticipo rispetto all’ora in cui verranno degustate anche di alcune ore; inoltre se il sedimento è abbondante potrebbe servire la decantazione per eliminare quel deposito che potrebbe rendere il vino torbido.

Per ultima cosa se le bottiglie sono di diverse annate e stili occorre trovare una scaletta di assaggio che ne tenga conto, partire dal più giovane in poi non sempre si rivela la scelta adeguata .

 

Tasting notes

La scelta di degustare i vini partendo dal più vecchio si dimostra alla fine la più azzeccata, in quanto ci permette di apprezzare tutte le caratteristiche di vini così diversi tra loro sia come provenienza territoriale che per le tipologie dei vitigni.

IMG_6131Querciabella  Chianti Classico 1988 

Nonostante gli anni dimostra di contrastare benissimo il tempo vincendo egregiamente la sfida. Dai toni granato mantiene nella parte centrale del corpo una buona intesità colorante, al naso incredibilmente  mantiene ancora un frutto percepibile e agrumato, seguono note boisè di cipria, acqua  di rose e fiori appassiti e balsamiche. Al  gusto l’ingresso è pieno ed in un perfetto equilibrio, sorretto da freschezza e tannicità percettibile che accarezza il palato inseguendo una lunga persistenza . Vino emblematico emozionante e di grande originalità espressiva.

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Moris Farm -Avvoltore 1994 Sangiovese 75% – Cabernet Sauvignon 20% – Syrah 5 %

Bella veste granato ancora luminoso e vivace, colore spesso nella parte centrale con unghia  granato. Intenso e complesso, con un ventaglio articolato e ricco esce con frutto nero e maturo, ribes in confettura, floreale di rose appassite e  spezie dolci cannella anice stellato  rabarbaro sensazioni ematiche, e legno di cedro,balsamico di alloro, con tratti di china . Al palato carnoso e stratificato, morbido e strutturato. I tannini setosi ma ben presenti, fresco e  lungamente persistente. Vino a stampo internazionale ancora integro in tutte le sue componenti, dimostra doti evolutive notevoli e longevità.

IMG_6139Falesco -Montiano 1995 merlot 100%

Colore pieno e concentrato, rubino scuro con sfumature granato.Nel bicchiere si nota la consistenza girando pesamentemente. Frutto spiccato di ciliegia nera e prugne in confettura, il floreale emerge con rose e iris il bouquet è rinfrescato da note balsamiche di  macchia mediterranea contornato da terziari di caffè e cioccolato amaro, liquirizia e lieve nota fumè. Al palato una avvolgente morbidezza è ben equilibrata da un tannino vellutato, gusto rotondo e pieno ben sorretto vena acido\sapida.In perfetto equilibrio.

IMG_6144Fontanafredda- Barolo  2004 Nebbiolo

Colore rubino vivido con discreta concentrazione di colore nella parte centrale.  Il naso ha ancora molta frutta e un floreale intenso di viola e rosa appassita, segue un corredo speziato che presenta note dolci vanigliate. Gusto che entra morbido in scioltezza discretamente avvolgente e fresco ma già con in buon equilibrio, la trama tannica matura  ben dosata e scorrevole. Una media persistenza nel finale rimanda ad aromi floreali.

IMG_6141Tua Rita- Giusto di Notri 1996 blend di 60% Cabernet Sauvignon, 30% Merlot e 10% Cabernet Franc

Rosso rubino intenso e concentrato con unghia granato. Vino concentrato nei profumi  la compontente fruttata ha livelli di maturità ragguardevoli;  prugna e mora in confettura  sono rinfrescate da lieve balsamico e floreale, seguite da accenni vanigliati ed eterei , ribes, rabarbaro . Concentrato e maturo, morbido  polposo con trama tannica finissima, di bella bevibilità . Spirito moderno ed internazionale.

IMG_6145La Rioja Alta- Vigna Ardanza 2005 Tempranillo

Vino dalla bella concentrazione di colore, intenso al naso il frutto è ancora fresco e nitido prugna mora ciliegia si mescolano ad accenni speziati di cannella,floreale viola e fresco balsamicità mediterranee. Palato continuo dal grana tannica fine e fitta ma  ben modulato dalla componente morbida e  da una vena fresca e succosa. Intensa la chiusura con persistenza fruttata.

I Grandi Vecchi 

Solo il tempo riesce ad imprimere ai Cabernet la complessa piacevolezza che li rende grandissimi vini . Il Chianti Classico e il Brunello hanno ancora una volta evidenziato come la struttura e la freschezza del Sangiovese riesca a sfidare il passare degli anni riuscendo a mantenere le integre le caratteristiche.Grandi vini!

Sanct Valentin  Cabernet 1999

Colore compatto e acceso nel bicchiere, forma una lacrimazione fitta e lenta .Intensità erbacce e floreali imprimono al bouquet lo stile dato dai vitigni ,la speziatura si avverte in sottofondo.Gusto morbido in equilibrio perfetto sulle parti dure ,che avvolge un lungo finale.


Chianti Classico  Castello Di Ama 1998

Ancora una volta una base riesce nella difficile impresa di emozionare.Iniziali note di riduzione spariscono dopo aver fatto ossigenare il bicchiere.

Vivace ed espressivo sia nel colore che nel profumo, la freschezza emerge con note agrumate ,completate da balsamici erbacei, nota carnosa humami, con profondità di humus e sottobosco.Il palato  integro  di snoda con una verve di freschezza ancora pronunciata,immersa in tannini eleganti riproponendo nuance carnose in un insieme elegante e persistente.

 Brunello Fattoria dei Barbi 1980

anche in questo caso il Sangiovese Grosso ha bisogno di tempo a contatto con l’ossigeno per evidenziare la sua natura.

Un luminosissimo  colore granato scarico riesce a catturare lo sguardo.La riprova ce la offre un intensità olfattiva impermeata da scorza di arancia.La vena agrumata, porta verso il pompelmo rosa appena tagliato ,rosa canina ,viole  e rinfrescante balsamicità .Un vino in cui il vitigno emerge nelle sue sfaccettature più vere. Un ingresso energico e schietto.Anche  al gusto  riconferma le succosità date dalla vena acida, insieme a morbidezze e tannini eleganti tiene in piedi un ritmo scandito da raffinati giochi di equilibrio ,conduce la scena integro fino al finale di grande perdistenza .

Le variabili del Classico

IMG_4320Chianti Classico, area compresa tra le provincie di Firenze e Siena che fa riferimento alla zona più antica del chianti : Castellina in Chianti, Gaiole in Chianti, Greve in Chianti e Radda in Chianti, in parte, quelli di Barberino Val d’Elsa, Castelnuovo Berardenga, Poggibonsi, San Casciano Val di Pesa e Tavarnelle Val di Pesa.

Disseminato di Castelli , Ville e Casali, testimonia un percorso storico fatto di continue guerre tra le due città per il controllo del territorio feudale. Ricco di tradizioni  e cultura medievale, sembra che il nome stesso “Chianti”, derivi  dal termine latino “clangor “(rumore) prodotto dai numerosi squilli di tromba, rullar di tamburi e incrociare di spade durante le innumerevoli battaglie. I panorami collinari sono disseminati da vigneti inframmezzati da boschi di querce, come in un immagine dipinta da un pittore del 400.

Fu il granduca di Toscana Cosimo III che nel 1716 con un bando decretò per primo la “denominazione Chianti” delineando l’area di produzione del grande rosso. Il Sangiovese è  da sempre il vitigno principe dei vini di queste zone, prima era tradizionalmente vinificato in assemblaggio con altri vitigni locali, anche a bacca bianca come la malvasia, che ne alleggerivano le caratteristiche dando luogo a vinelli beverini e poco impegnativi. L’origine del famosissimo “fiasco”ha radici ancora pù antiche, grazie ad un decreto del 1388 ,che per motivi igienici, proibì di usare, nel contado fiorentino, recipienti in metallo stagnato.

Seguì un periodo di  fama ed espansione.  Questa notorietà e facilità di commercializzazione legata al nome fece espandere i suoi confini, tanto da far chiamare Chianti una vasta area della Toscana. Per arginare questo fenomeno ormai divenuto incontrollabile,  nei primi anni del 900 si costituisce “il Consorzio” con il fine di difendere il nome Chianti. Come ogni medaglia, l’esportazione del marchio a livello internazionale ha avuto il suo rovescio provocando  fiumi di Chianti mediocri, spesso con dicitura falsa e di dubbia provenienza, che ne hanno penalizzato la garanzia di qualità. Il Chianti classico prevede l’80% di Sangiovese ,con una percentuale compresa del 20% max  di Colorino, Canaiolo ,Cabernet ,Merlot, le differenze tra un prodotto e l’altro sono pertanto molte volte marcate. I terreni sono a composizione estremamente variegata,  galestro, argille calacaree, alberese arenaria e tufo si alternano spesso cambiando a seconda dei vigneti oltre che dalle zone.

 

2013 Annata fredda e difficile con temperature spesso sotto le medie stagionali, che si è risolta dalla metà di luglio in poi con un settembre climaticamente perfetto.

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Castellare di Castellina 2013 Sangiovese e vitigni autoctoni complementari. Barriques usate.

Colore scarico rubino con riflessi porpora al naso intenso elegante  rivela sensazioni di piccoli frutti rossi lampone e floreale di viole, erbe aromatiche ,il sangiovese si mostra con note animali ed ematiche. Fresco sviluppo gustativo vibrante e scandito da tannini precisi ma finissimi, di buon corpo la persistenza termina in un finale asciutto e pulito.

Borgo Scopeto 2013 Castelnuovo Berardenga Sangiovese 90 % 5 Merlot 5 % Colorino affina 12 mesi in botti di rovere da 30 Hl.
Luminoso rubino vivace, al naso floreale di rose, frutti di bosco.In bocca riempie il palato con piacevolezza succosa buon equilibrio tra freschezza e morbidezza , tannini fini, risente dell’annata fredda risultando un po’  limitato sulla persistenza .

IMG_4310Terre di Melazzano 2013  Greve in Chianti Sangiovese 5% di Canaiolo  5% di Merlot  stagionato per un anno in barriques.

Colore rubino concentrato e purpureo. Esordisce con note erbacee seguito da frutti neri con dolci note di spezie, vaniglia e tostati. In bocca una struttura potente lo differenzia dai precedenti, incalzante la morbidezza cede  a tannini  fitti  ruvidi e giovanili. Il finale è lungo e accompagnato dalla nota erbacea che riemerge, lascia un finale amarognolo.

2012 annata segnata da un susseguirsi di aria calda proveniente dall’Africa  calda e siccitosa, stagione che si è risolta verso la fine di Agosto quando dopo un rovente  “Lucifero” l’arrivo di” Beatrice”   porta refrigerio e apporto idrico ai vigneti.

12141678_832284163540764_408027385761419310_nBarone Ricasoli Riserva 2012  Gaiole in Chianti Sangiovese 80 % Cabernet S. 10% Merlot 10 % 15 mesi Barriques e Tonneaux.

Bel colore rubino con buona concentrazione di colore. Naso complesso austero che si apre con  frutti rossi e more, raggiunti da note agrumate e floreali di viola, humus, sottobosco e spezie dolci. Gusto segnato da  spinta fresca e agrumata, tannini eleganti e bella struttura  che lasciano intatto il sapore nel lungo finale.

Castello D’Abola Riserva 2012  Radda in Chianti Sangiovese 90% Colorino5% . Il 10% del vino riposa in barriques di rovere di Allier, il 90% in botti tradizionali di rovere di Slavonia.Colore rosso rubino scarico e molto luminoso. Naso spontaneo che gioca più sull’eleganza, improntato da  floreali di rosa e viola seguiti da frutto agrumato di arancia, succo di pesca, acqua di rose, cipriato e balsamico .Gusto agile, succoso e fresco con buona struttura e tessitura tannica precisa ma ben amalgamata alle morbidezze.Persistente.

 

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Rignana Riserva 2012  Panzano in Chianti. Sangiovese 90% Cabernet Franc 10 % barriques di rovere di primo e secondo passaggio per 24 mesi.

Trasperente con bel corpo rubino. All’oltatto rivela potenza e piacevolezza data dalla componente fenolica matura , frutto polposo di ciliegie e more in confettura , cannella. In bocca caldo con corpo sostenuto rotondo, tannini morbidi risolti, chiusura amaricante.

 

 

2011 annata con andamento altalenante primavera fresca e piovosa a cui è seguita un estate calda con un Settembre asciutto con ottime escursioni termiche.

Casa Sola 2011 Gran Selezione Sangiovese 100% Barberino Val D’Elsa

A tutta eleganza a partire dal colore rubino scarico e trasparente in perfetto stile Sangiovese purosangue. Naso espressivo agrumato fine nelle espressioni floreali, ematiche e di sottobosco che  si esprimono anche su un palato vivacemente fresco, dinamico,  contornato da morbida verve succosa e tannicità gentile che asciuga invogliando il riassaggio.

San Fabiano Calcinaia  Cellole 2011 Gran Selezione.  Sangiovese 80% Merlot10% barriques e tonneaux di 2 e 3 passaggio.

Stile contemporaneo,dove un rubino compatto gira lentamente ed un naso sostenuto e complesso di frutti neri  e visciole spezie dolci, aprono a sentori di vanigliati di cioccolato liquirizia, erbe aromatiche. Al gusto morbido, il sangiovese si mostra sulle acidità che  rinfrescano  un palato in progressione, tannicicità fitta e bella struttura che  termina in un lungo finale. 

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Fontodi 2000 Chianti Classico DOCG Sangiovese

La bottiglia fuori programma è una semplice base, quindi apriamo pieni di attesa senza sapere ciò che troveremo.

Il colore si mostra ancora vivo e luminoso con un naso sorprendentemente complesso.  Alterna terziari dati dal lungo trascorso in bottiglia ad un frutto ancora pieno ed espressivo, Ciliegie in confettura fiori secchi e violetta marcano un bouquet arricchito da fresco balsamico e sottofondo di humus, funghi secchi, aprendosi arrivano anche cannella, chiodi di garofano e profumi di torrefazione, chicco di caffè. Ma è al gusto che sorprende ancora di più per la pienezza del sorso che si allarga compatto ed integro scivolando setoso , equilibrato, appagante fino alla fine.IMG_4308

Sconcertati da tanta completezza ed uno sviluppo in bottiglia da vino di lunga evoluzione, concludiamo pensando che forse il Sangiovese per la sua innata eleganza non ha poi bisogno di particolari selezioni .

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Castello di Monsanto

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Castello di Monsanto
1960 società rurale dove le aziende vinicole erano più impostate come fattorie in cui si produceva un’ampia varietà di prodotti e frutti tra cui anche il vino.
Fabrizio Bianchi , compra l’azienda a Monsanto incantato dalla bellezza del paeaggio toscano e avendo già esperienza e passione per il vino tramandata dalla nonna piemontese assaggia i vini presenti in azienda,alcune vecchie bottiglie che erano custodite all’interno del castello riscontrando un grande potenziale. Decide così di piantare nuove vigne volgendo la produzione verso una crescita in termini qualitativi , una scommessa unita ad una grande passione che produrrà i suoi risultati nel tempo.La prima bottiglia di riserva IL Poggio esce già nel1962 e con grande lungimiranza inizia da subito a costruire una memoria storica della cantina preservando una parte delle bottiglie provenienti dalle migliori annate .
Nel 1968 vengono eliminate dalla riserva le uve a bacca bianca ,malvasia e trebbiano .La decisione viene presa apertamente in contrasto con il disciplinare del Chianti di quel periodo , che richiedeva obbligatoriamente le uve bianche e precedendo in modo avveniristico quello che poi è diventato una regola stessa richiesta dal Consorzio del Chianti Classico un ventennio dopo.
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2015 un torrido giorno di Agosto facciamo visita all’azienda Monsanto immersa nella campagna toscana tra cipressi e stradine contornate da vaste aree vitate.Il terreno è riarso dal sole e lungo la strada si notano poggi di erba ingiallita sormontati da vigneti assetati .
L’azienda è collocata a metà strada tra Firenze e Siena oggi ha circa 72 ettari vitati con sottosuoli di origine marina di epoca cretacea testimoniati da una ricchezza di fossili presenti nei terreni ricchi di galestro con venature di tufo .
Veronica Lagi ad attenderci per guidarci alla scoperta della cantina storica di Monsanto .
Varchiamo la soglia della cantina moderna ,e ritemprati dal refrigerio con rinnovata energia iniziamo così il percorso di cantina accedendo per prima cosa proprio dalla zona dove avviene la vinificazione .
Veronica ci spiega che negli anni 1970 si ha mediante introduzione di contenitori di acciao , e la sostituzione di botti di castagno con le botti di rovere Francesi la prima innovazione che prosegue fino agli anni 80 con l’introduzione di vitigni internazionali.In quel periodo esce “ Nemo” un Cabernet Sauvignon in purezza e uno Chardonnay anch’esso in purezza ,due vini dettati dall’impulso al cambiamento che vuole aprirsi anche oltre i confini nazionali .
La cantina adesso è costituita da fermentini a temperatura controllata dove viene svolta la vinificazione .
Le vigne sono distribuite nei terreni della proprietà in parte boschiva, questo permette lo sviluppo di microclimi che aiutano a mantenere uno stato ottimale della viti permettendo l’utilizzo di lieviti indigeni ,il marchio aziendale è volto verso il mantenimento di uno stile tradizionale dove il legno è ben dosato senza mai eccedere .
Ma è inoltrandoci nella parte più vecchia della cantina che il fascino del luogo ci colpisce i sensi proiettandoci in un labirinto infinito di sotteranei costellati da barrique e botti ,in cui il vino riposa anche per anni prima di essere imbottigliato. Addendrandoci ancora più nell’interno varchiamo locali in cui le bottiglie del Poggio delle migliori annate riposano in cataste vicino agli antichi muri catalogate per annate e ricoperte da polvere che il tempo ha lasciato sedimentare ,un luogo magico ed irreale che sembra essere sospeso in una dimensione a sè stante .Rapiti lasciamo vagare lo sguardo sulla magia del luogo inebriati dalla collezione di vecchie bottiglie con le targhe con sopra scritte annate vecchie anche di 50 anni le prime bottiglie del Poggio risalgono al1962.

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Veronica ci riporta alla realtà illustrandoci la storia di quelle gallerie.
Nel 1986, Mario Secci, Giotto Cicionesi e Romolo Bartalesi, che già lavoravano in azienda per la ristrutturazione dei casali,iniziano a scavare 300 metri di galleria sotterranea per lo stoccaggio delle botti di legno.Costruiscono un tunnel di 250 metri che collega  la nuova cantina con le antiche cantine del castello datate 1740 utilizzando con la tecnica medievale delle centine in legno per dar forma ad un tunnel ricavato con pietre di galestro lavorate a mano e provenienti dai vigneti circostanti.Partendo da lati opposti i due scavano e costruiscono il tunnel che unirà la parte della cantina nuova con quella vecchia incontrandosi nell’esatta metà impiegando 6 lunghissimi anni in cui lavorano alacremente per portare a compimento l’impressionante opera nel 1992

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Il Poggio, vino punta di diamante dell’azienda esce solo nelle migliori annate i vigneti del Cru si trovano nel punto piu alto a circa 320 metri ha una superficie complessiva di circa 5 ettari ,le vigne più vecchie risalgono agli anni 90 passa in botti di rovere francese per almeno 20 mesi e viene prodotto unicamente nelle migliori annate.Vino emblematico di un territorio divenuto icona del Chianti Classico.
La raccolta viene effettuata per microzone un ettaro circa , queste uve vengono tenute separarte per tutta la durata della fermentazione fino all’inizio dell’affinamento in legno ,tra febbraio e Marzo con una serie di degustazioni alla cieca di tutti questi lotti provenienti da vigneti diversi avviene la selezione per decidere cosa destinare al Chianti Classico Riserva e al Chianti Classico.
La degustazione

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Inziamo con lo Chardonnay 2013 dal colore con i riflessi oro ,naso intenso di agrume e frutta tropicale sfuma in ritorni speziati di vaniglia erbe aromatiche .Al gusto è fresco e con una buona morbidezza , che rende la beva piavevomente scorrevole.
2006 inizialmente chiuso dopo qualche minuto e qualche grado in più di temperatura ci entusiama offrendoci un bouquet complesso di con note che spaziano dall’agrume al floreale di zagara il legno quasi non si avverte la speziatura è legata a sbuffi di zafferano con accenni mielati e burrosi.In bocca morbido ma ancora fresco si tende e spazia regalando un finale sapido e con ritorno al frutto.
2002 burro fuso e miele di arancio all’olfatto richiama alla mente i grandi borgogna , al palato il vino è morbido ed equilibrato sapido nel finale ricompare la nota burrosa.

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I ROSSI

Chianti Classico ed il Chianti Classico Riserva 2012 entrambi eleganti , con una freschezza agrumata che contiene tannini vellutati ed un’alcolicità integrata alla perfezione , rendono la beva dinamica e gustosa fino al finale corrispondente e sapido.
Il Chianti Classico Riserva 2009 rubino con accenni granato , all’olfatto sentori di ciliegia, e mora, viola, acqua di rose e leggero fumè. In bocca avvolgente stemperato da una vena acida e tannini puntuali ma leggiadri accompagnano un finale intenso con eleganti richiami fruttati.

Nemo uno stile piu moderno dall’impronta internazionale per” Nemo” profeta in patria ,il Cabernet Sauvinon in purezza impiantato negli anni della sperimentazione il 1976 altro esempio del marchio aziendale portato avanti con lungimiranza .
Veste che si mostra di un rubino dalla trama fitta e compatta il frutto è nero mora , ribes seguito da belle note balsamiche e di sottobosco ,in bocca caldo e morbido il cabernet emerge con trama tanninica fitta ma espressiva gustoso e persistente.

…ma il meglio deve ancora venire …

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Il Poggio 2010
Nato dal medesimo vigneto posto nel punto più alto dei vigneti suolo ricco di galestro : Sangiovese e 10% Canaiolo e Colorino
Magnetico rubino trasparente mostra subito la sua stoffa nel ruotare con lentezza formando una lacrimazione lente e fitta il naso intenso e fragrante attacca con grazia con note floreali di viole , seguito da frutti rossi selvatici more ribes , amarene , balsamico profumato di alloro e cuoio sandalo spezie preziose e tostature di tabacco e cacao amaro . Al palato, avvolgente è teso e reso scalpitante da un’ottima vena fresca e tannini finissimi su di un lunghissimo finale che lascia il palato pulito e riconducente al frutto.
Vino strepitoso proveniente da un’annata perfetta .
Da farne un’ampia scorta da lasciare in cantina per molti anni.

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IL POGGIO 1999
Granato trasparente rubino nel cuore Inizialmente chiuso si apre dopo una mezz’ora buona ,ma valeva la pena aspettare ;
Timido e reticente inizia con note eteree e di humami che svelano poco alla volta un ventaglio di profumi ampio e complesso intensa ciliegia agrume e fiori rossi appassiti a cui fanno seguito tabacco fondo di caffè , seguono spezie nere di pepe nero humus sottobosco e goudron per finire con note marine iodate .In bocca risalta ancora una notevole freschezza che rende il gusto ancora teso i tannini sono nobili e scorrevoli ,vino strutturato e persistente in perfetto equilibrio gustativo, ma che dimostra di avere davanti ancora una lunga vita. Grande!!

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IL POGGIO 1977
Incredibile ma vero , la longevità straordinaria del Sangiovese dimostra in questo straordinario vino una potenzialità da campione .
Granato luminoso trasparente e vivace , al naso ha perso un pò della sua verve , ma si riesce ancora girandolo nel bicchiere pazientemente e con rispetto a percepire dopo l’humus che comunque domina , lievi note di scorza amara d’agrume , boisè e potpourri di fiori secchi.
Ma è in bocca che sorprende con una vena
fresca e agrumata i tannini sono appena percettibili , nonostante l’età la beva è estremamente piacevole e conduce ad un finale non lunghissimo ma lasciando una sensazione pulita ed estremamente elegante .

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http://www.abroadzine.com/wordpress/in-alto-i-calici-al-castello-di-monsanto/