Una lunga estate “Rosè”

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Che fosse l’anno dei rosati si era intuito da tempo, basta dare un’occhiata ai tanti post che circolano sui vari social e che hanno dipinto di rosa pagine intere. L’estate particolarmente calda ha certamente contributo a fare spazio a questa tipologia il cui colore invitante e la temperatura di servizio intorno ai 10/12 gradi, promette un genere rinfrescante e pieno di sapore.

Il rosè è in realtà molto versatile, di facile abbinamento alle pietanze tipicamente estive. Un trend che trova sempre più spazio tra i vini bianchi arrivando a riempire interi scaffali con le molteplici sfumature rosa.

Tipologia molto diffusa anche all’estero a partire dalla vicina Francia, in particolare quella del sud. I rosé italici naturali o non convenzionali sono diversi per vitigni e peculiarità. Oggi sono moltissime le aziende che hanno nella loro gamma produttiva almeno un rosato. Incredibilmente l’Italia risulta essere uno dei maggiori esportatori di questa tipologia, mentre i primi consumatori restano per adesso i vicini francesi.

Produrre un buon rosè non è però cosa banale, ma chi riesce nell’impresa ottiene prodotti che meritano rispetto e considerazione.

Occorre scegliere il vitigno giusto prima cosa, in base a caratteristiche di acidità, aromaticità e capacità colorante. Il territorio, deve avere sufficiente escursione termica e ventilazione per ottimizzare la maturazione delle uve, le quali devono essere sane e nel miglior stato possibile.

Anche scegliere il momento giusto della raccolta non è mai banale, con pochi giorni di anticipo si rischia di ottenere un vino squilibrato e pochi giorni di ritardo per avere un vino eccessivamente alcolico o scarso di freschezza. Massima cautela anche in cantina per ottenere il giusto gradiente di colore desiderato. Infine occorre stare attenti alla conservazione del suo colore estremamente fragile ed esposto a fenomeni di ossidazione. D’estate però accanto a prosciutto e melone, oppure piatti di pesce o carni non troppo elaborate, il rosato è il giusto rito per esorcizzare il caldo di un’estate ancora lunga.
 Tasting Notes di alcuni dei migliori assaggi.


Whispering Angel 2016 – CAVE D’ESCLANS AOC Provence 

Zona del Bandol la più famosa e vocata per la produzione di rosè  Château D’ESCLANS si trova a La Motte, nella regione francese del Var. -72% Grenache, 13% Rolle, 7% Syrah, 4% Cinsault, 4% Tibouren

Tipicamente provenzale nelle sue sfaccettature, questo rosè ha in suo punto cardine nell’estrema raffinatezza di profumi ed aromi. Colore rosa salmone molto tenue e luminoso. I tratti erbacei e floreali sono completato da piccoli frutti rossi appena accennati che sia nei profumi che nel gusto arricchiscono un sorso leggiadro dotato di una grande freschezza, la lunga persistenza è seguita da un finale pulito e asciutto. Finissimo.

 


Illario 2016 fattoria di Magliano Sangiovese 100% della Maremma Toscana 

Territorio assolato e selvaggio che risente dei vicini venti marini, da dove si ottengono vini concentrati e maturi. Illario è un bel rosa intenso e vivace, perfetto connubio tra la maturità dei frutti rossi e la freschezza delle erbe aromatiche. Entrata di avvolgente morbidezza, sferzata da freschezza e sapidità, il sorso fà salivare a lungo richiamando il sorso. Chiusura sapida e piacevolmente fruttata. Dissetante

 


“Petali” 2016 az agricola Cantalici  Sangiovese 100% 

Igt biologico e vegano, ovvero che prevede un uso di coadiuvanti di sola origine vegetale e minerale per tutto il ciclo produttivo. Esigua la produzione di solo 15.000  bottiglie.

Rosato di ottima beva in cui i frutti rossi sono piccoli e croccanti con accenni ferrosi ed ematici, intenso il floreale di viole e rosa. Palato inizialmente disteso e rilassato, mostra un lato più selvaggio carnoso e sapido. Persistente e sostenuto da parte acida rinfrescante.

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Sangiovese in purezza anche per il Rosè 2016  di Riecine 

Cuore della Toscana nel Chianti Classico. Il rosato di Riecine ha una colorazione molto tenue che rammenta tratti più nordici. I profumi invece sono strettamente legati al territorio, erbe aromatiche in cui si insinuano tratti agrumati e floreali di violetta tipici del Sangiovese di quelle zone. Il palato aereo ed intenso è teso da una vena fresco/sapida che risulta appagante e completa, chiusura impeccabile e lunga, eleganza da vendere. Pregevole.


Campo alle Comete 2016 Rosato Bolgheri Doc 

Nasce da un tipico taglio di vitigni Bordolesi in pieno stile  Bolgheri.  Il primo vino interamente prodotto e vinificato dalla nuova gestione, esegue una pressatura soffice con l’aggiunta di una piccola percentuale ottenuta con metodo del salasso.

Ciliegie fragole frutti rossi succosi, contornati da erbe aromatiche, resina di pino fiori viola. Rosato dotato di bella struttura in grado di sorreggere anche piatti elaborati. Intenso, si allarga con un incedere morbidamente avvolgente per poi bilanciarsi con la parte data dalla freschezza e dalla sapidità marina, tipica del territorio. Trasognato.


infine…per chi ama la sensazione carezzevole delle bollicine.

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Champagne  Révélation. 100% Pinot Noir. Rosé de Saignée. Dosaggio 7 gr/l.

Un rosè quasi solo di nome che rasenta un rosso scarico brillante e vivace. Il perlage è composto da numerose bollicine sottili, cremoso al palato, accarezza senza graffiare. Il quadro olfattivo è guidato dall’intensità del Pinot Noir in cui frutti rossi e sottobosco sono ben marcati, croccanti e arricchiti dalle sensazioni gessose, a cui si sommano le note fragranti date dall’affinamento in bottiglia. Complessità anche al palato intessuta in una spinta propulsiva data da una notevole freschezza stemperata da una morbida elegante nota fruttata, lungo e coerente il finale. Eccellente

 

La sostanza  che conta “Selosse Substance”

Quando si degusta Substance di Selosse per la prima volta, finisce per imprimersi nella memoria, conturbante e volumico con quel bagaglio di materia e gusto che incatenano il palato in un progredire incessante e mutevole.

 100% Chardonnay e mai meno di 6 anni sui lieviti,  prodotto per la prima volta nel 1986 ad Avid comune Grand Cru della Côte des Blancs, dove lo Chardonnay matura e si esprime ai massimi livelli grazie al microclima ed a un ricco sottosuolo composto da “craie”, un misto  di argilla e fossili marini. La fermentazione avviene in barrique nuove di rovere, da 228 litri, qui vi sosta per almeno 12 mesi a cui seguono lunghi batonnage ed un imbottigliamento con metodo Solera poco in linea con la rigorosa tradizione del posto.

Una conduzione dei vigneti basata sul non interventismo, niente lieviti selezionati durante la fermentazione, utilizzo del solo fruttosio d’uva per il dosage,  E poiché, come dice Anselme, “grande Champagne non ha bisogno di make-up, il dosaggio viene mantenuto ad un minimo assoluto.” Vini con quella vena  ossidativa che spesso mette in difficoltà chi si approccia per la prima volta a queste tipologie. La storia di Selosse inizia nel 1974 quando Jacques Selosse invece di vendere le uve alle grandi ed affermate Mason decide di vinificare da solo le proprie uve  all’epoca Substance si chiamava Origine.

Anselme, il figlio di Jaques compie i suoi studi di enologia in Borgogna a Beaune, imparando da grandi come Coche, Lafon e Leflaive. Anselme Selosse prende le redini della maison del padre Jacques nel 1980. Introduce rese basse con un rendimento inferiore ai 2/3 della resa media  e spinge la produzione verso una metodologia che mira più verso la biodinamica, eliminando ogni tipo di intervento considerato evitabile. L’azienda possiede circa 7 ettari, la maggior parte dei quali di Chardonnay Grand Cru nei comuni di Avize, Cramant e Oger, una vigna di Pinot Noir Grand Cru ad Aÿ ed una ad Ambonnay. La produzione globale annuale si aggira intorno alle 45.000 bottiglie.

La cosa che colpisce appena versato è l’estrema brillantezza data da una profusione incessante di bollicine e dal colore meravigliosamente dorato. Naso dove una sottile nota ossidata riesce ad intensificare un corredo sontuoso e bipolare, dove sfumature  ricche e dolci si alternano a altre fresche, che aumentano di intensità e numero con l’ossigenazione. Albicocche, mandarino candito, miele di tiglio si fondono con note contrastanti e fresche bergamotto glicine pompelmo variando ad ogni olfazione con noci tostate, cardamomo, zenzero passion fruit,  fumo, iodio, il tutto integrato con finiture di estrema classe. Sorprendente  cattura tutti i sensi. Perlage finissimo e cremoso. Ogni componente, scandisce una progressione serrata e cangiante che si tratti di mineralità, oppure miele o ancora agrume sembra passare attraverso un numero infinito di iterazioni per una complessità in continua evoluzione. 

Vilmart & Cie Gran Cellier D’Or Premier Cru 2005

 Vilmart & Cie  nasce nel 1890 . Dal 1989 l’azienda passa a Laurent Champs, quinta generazione della famiglia a prendere il timone della Mason. Questa azienda vinicola i cui appezzamenti si trovano nella parte nord della Montagne de Reims a  Rilly possiede anche alcuni appezzamenti appena oltre il confine, nel vicino villaggio di Villers-Allerand. Questo angolo di Champagne è terra di elezione per il Pinot Noir che occupa il 40% della superficie vitata, ma qui si predilige dare spazio all’elegante Chardonnay  che occupa il  60% della produzione. Una viticoltura biologica e sostenibile, quindi rispettosa della natura da parte di questo piccolo Récoltant-Manipulan che ricava le uve per le sue cuvée, senza uso di sostanze chimiche. Gli impianti hanno vigne vecchie che vanno dai 35 ai 50 anni di età con rese basse ma di estrema qualità, inoltre una  deliberata ricerca di perfezione lo rendono uno degli Champagne più apprezzati. Centoventi anni di tradizione vitivinicola per gli 11 ettari di vigneto e vinificazioni tradizionali con la fermentazione  svolta in legno, ma senza la trasformazione  malolattica. Questa bottiglia Millesimata 2005 proviene da un’annata ottima che è scaturita da un andamento stagionale in cui periodi freschi si sono alternati altrettanti caldi che hanno dato luogo ad un uva perfetta dando vita a questo eccellente Champagne.

Tasting Notes 

Vilmart & Cie Gran Cellier D’Or Brut  Premier Cru  12,5% –70% Chardonnay 30% Pinot Noir –

Sontuosa veste dorata ammantata di un perlage finissimo e diffuso che emana brillanti bagliori. Il naso irrompe con un’ondata di profumi in un altalenarsi ben dosato di note dolci in cui emergono nette  note marine iodate. Si sente lo Chardonnay da cui arrivano note burrose, richiami di miele millefiori, floreali di tiglio, a cui seguono pan brioche, pasta frolla, canditi, ed un frutto tropicale scaldato dal sole. In bocca il palato è accarezzato da una bollicina sottilissima  e cremosa. Beva ricca glicerica e avvolgete che si pone in netto contrasto con una esuberanza dinamica data dalla freschezza e dalla  sapidità in cui si sente il mare ricordando le mineralità di uno Chablis evoluto. Lunghissimo il finale estremamente voluttuoso, in cui ritorna netto il miele. Coinvolgente!

Quattro bianchi per uno Champagne “Drappier IV Blanc de Quatre Blancs”

Champagne Drappier IV Blanc de Quatre Blancs

img_9817 Originale nella particolare cuvée ottenuta dall’assemblaggio di  vitigni dimenticati ovvero l’Arbane (25%) Petit Meslier (25%) Pinot bianco (25%) Chardonnay in parti uguali.

La particolare scelta dei vitigni autoctoni regala un carattere unico a questo Champagne, giocando con un fitto intersecarsi di toni freschi e morbidi che con estrema naturalezza si fondono in un insieme accattivante. Il processo di vinificazione usa metodi naturali con la fermentazione alcolica svolta da lieviti indigeni per circa due settimane a bassa temperatura e seguita da fermentazione malolattica. Minime  dosi di solforosa e nessuna filtrazione. Dopo l’imbottigliamento, il vino viene affinato per almeno 3 anni sui lieviti che si esprimono in un insieme composto da un olfatto fresco con sentorie erbacei di fieno che si mischiano al più  classico Chardonnay, donando una nota più morbida che ne accentua la complessità.

Tasting Notes

Luminosità brillante che sprigiona un’aurea dorata; appena aperto l’intensità non lascia intuire la vera natura di questo champagne che resta celata dietro la potenza dell’impatto olfattivo. Dopo appena qualche secondo la complessità si ricompone offrendo un quadro variegato e floreale. All’innalzarsi della temperatura lo Chardonnay e la parte della liquer innescano un’evoluzione burrosa e di nocciolina tostata che ben contrasta con una parte marina e iodata, per poi aprirsi su tonalità agrumate di cedro, pompelmo, floreali di bergamotto, thè verde. Al palato ingresso energico, fresco, teso coerente con l’olfatto, ben calibrato da un da un perlage sottile carezzevole dai morbidi rimandi a toni mielati di tiglio. Cremoso ed accattivante, la persistenza si allunga con un finale che conclude  citrino ed elegantemente floreale.

Semplicemente “Beaufort”

Polisy, giornata caldissima dopo un giugno fresco e piovoso in cui periodi di pioggia si sono  alternati a giorni di caldo intenso. L’ingresso della Màson di Beaufort è celata da un anonimo muro bianco di media altezza che per mezzo di un entrata riversa in un piazzale sterrato dove sono parcheggiati alcuni mezzi agricoli. L’insieme è a dir poco spartano; nessun viale alberato, insegna o cancello Holliwoodiano, non c’è nessuna necessità di  ostentazione per un prodotto che si è fatto conoscere per l’estrema qualità dei suoi Champagne e che dopo decenni di produzioni decisamente eccellenti continua a raccontarsi e viversi con la semplice genuinità del piccolo produttore. L’accoglienza è calorosa e nel varcare la soglia della sala di degustazione  il sollievo dato dalla grande stanza ombrosa è immediato. All’interno il clima informale si percepisce anche osservando il cane che noncurante degli umani avvicendamenti, continua indisturbato la sua pennichella pomeridiana.

Le calende dicono che tra Luglio ed Agosto sarà il momento di maggior caldo esordisce  Réol Beaufort  che si occupa dell’azienda, il quale iniziando a stappare con celerità le  bottiglie mi sorprende parlando in perfetto Italiano.  I calici da degustazione spuntano dal  bancone in legno e vengono immediatamente riempiti con il primo vino. Réol riassume la storia della màson, rapidamente e senza fronzoli.

Nel 1969 Andrè Beaufort in seguito ad un’ allergia in cui rischia la vita, decide di intraprendere la strada verso coltivazioni che non includano prodotti di sintesi. Questa scelta  lo porterà verso una conduzione a carattere biodinamico, con  attenzioni  rigorose verso la cura dei vigneti del territorio e soprattutto della estrema qualità del raccolto. Uno lo stile aziendale, più sussurrato che sbandierato si percepisce da quella semplicità disarmante e priva di artifici con cui viene condotta tutta l’azienda. La vera essenza dalla quale emerge la qualità è data dallo Champagne, ad ogni sorso non finisce di stupire ed affascinare con una serie di sfumature interpretative ogni volta uniche.IMG_8916

Tasting notes

Bottiglia non etichettata 

Millesimato 2011 Brut Reserve. Pinot Noir 80% Chardonnay 20%

Polisy, terreni kimmerge sottosuolo  particolarissimo, formato da conchiglie fossili risalenti al Giurassico, formato da un alta stratificazione di argille e conchiglie sminuzzate  che rilascia nel terreno una gran quantità di sostanze. I vini provenienti da questi luoghi hanno peculiarità di profumi e tensioni minerali che si amalgamano al frutto ricco e succoso. Il perlage invitante ed una intensità di frutto che porta alla susina  matura, floreale intenso e alta acidità, con note che riportano alle sensazioni marine di Chablis, bollicina sottile, il palato è pulito ed elegante, sapido nel finale. Scalpitante

Les Larmes De Divona 

Prodotto da Amaury Beaufort . Vino fermo ottenuto con Chardonnay 100% dal fratello ad Auxerre. Naso intenso seguito da gusto ricco e complesso, in cui le sensazioni di frutto maturo si amalgamano con grazia a richiami agrumati di lime e floreali, con burrosità e freschezza che ne bilanciano un sorso appagante in pieno stile Borgogna . Frutto di una zona di recente acquisizione. Coerente e rappresentativo

L’Or de Vix  Brut Natute 2007 Pinot Noir 100%

Inedito Cremant de Borgogne prodotto da Elodie Beaufort, in terreni situati nella parte alta della Borgogna in una zona ancora poco sfruttata ma con ottima esposizione i cui terreni sono ricchi di residui fossili e argilla 40 mesi sui lieviti con fermentazione in barrique .

Perlage fine e diffuso e naso potente che manifesta l’impronta data dal Pinot in purezza. Intenso e ricco, profumo bollangerie, buccia di mandarino, mela caramellata, gusto  affilato dinamico con una bella progressione, potente e saporito agrumato con lungo finale sapido e gessoso. Dello Champagne manca solo il nome

Millesimè 2010 Polisy Pinot Nero 100%

Ottenuto da una piccola parcella di vigneti  posta dietro la chiesa di Landreville . Olfatto intenso che esordisce con frutto maturo di mela cotogna e susina matura, fiori gialli con tratti speziati, gesso. Palato teso e guizzante bollicina sottilissima, la salivazione è stimolata per la grande freschezza e per il sapore che rimane a lungo nel palato dinamico . solo 1gr di zucchero residuo. Ancora un bambino

Millesimato 2003 80 % Pinot noir  20% Chardonnay . 5 gr zucchero residuo.

Note burrose mature miele e noccioline bocca composta e quasi in equilibrio . Perlage sottile e compostezza di bocca lo rendono avvolgente, manca della  tensione dei precedenti, ma è comunque cremoso e saporito, un bel bere

 Millesimato 1997  Polisy 80% Pinot nero e  20% chardonnay 

Naso complesso intenso con richiami marini seguito da frutto maturo giallo, mela cotogna, zafferano, agrume candito, pan brioche, fiori di bergamotto, con fondo dolce. Il residuo di 4/5 gr di zucchero /litro ne esalta la morbidezza  con un ingresso carezzevole, profondo denso materico, ma dall’acidità risoluta e ampia, bolla sottilissima e carezzevole, dinamica di bocca ben sostenuta da un gusto travolgente e ben definita dalla spalla acida, infinito nella persistenza lascia una lunga scia nel retronasale di caffè e cioccolato bianco. Memorabile!IMG_8978

 Millesimato 1989 Zucchero residuo di 8 gr /litro

Le lievi note ossidate che emergono a primo impatto rendono il naso ancor più complesso esaltando una serie nutrita di profumi e riconducili al territorio,  funghi, pan-brioche,susina matura , caramella di orzo, miele, frutta secca; per contrasto  in bocca è ancora nettamente vivo e ben sostenuto da una  freschezza succosa ed appagante con bel perlage cremoso. Nel finale morbidezza e freschezza si fondono in un allungo  infinito. Completezza

Millesime 2004 Demi-Sec

Annata con grande vendemmia e perfettamente in  linea per la stagionalità.

Ben 40% di residuo zuccherino. Naso ammaliante per i profumi burrosi di pasticceria e cera d’api, albicocca disidratata, crema, che emergono in un insieme complesso  e sfaccettato. Seducente nel palato entra dolce e morbido con un perlage sottilissimo cremoso, bilanciato da un’esplosiva freschezza che esalta il gusto movimentandone  la beva; un insieme che pochi demi-sec possiedono e che conduce ad una lunga  persistenza lasciando in bocca una scia dolce e sapida contemporaneamente . Affascinante

Tutte le sboccature eseguite  in Aprile 2016 

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Maurice Vesselle Grand Cru Millesimè 2000

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Bouzy, comune che storicamente faceva parte di quel lembo di Champagne che tradizionalmente era dedita alla produzione di Pinot Noir destinato a diventare vino rosso, per questo definita anche “Bouzy Rouge”. Questo era di fatto reso ancor più famoso perché era il vino scelto per accompagnare l’incoronazione del Re di Francia che avveniva nella cattedrale di Reims ed era inoltre il vino favorito di Luigi XIV. La fama del Rouge è stata offuscata dal dilagare del metodo Classico. Molte delle uve che venivano usate per il rosso sono  poi state  usate nella produzione dello Champagne durante la crescita della sua celebrità  in ogni angolo del Globo.
La famiglia Vesselle vignaioli da generazioni ,Proprietaire Recoltant  ,hanno in una delle migliori posizioni e terreni sulle pendici meridionali della Montagna di Reims, con un vigneto di 17 ettari in cui vengono prodotti Champagne con classificazione Grands Crus. Il Pinot Noir oggi è coltivato per il 90% della superficie vitata e costituisce la vera identità dei vini prodotti da  Vesse. Le viti anno  un’età media di 35 anni, e la raccolta viene fatta aspettando la piena maturazione dei grappoli.

La vinificazione dei vini base della cuvee avviene senza svolgimento di malolattica. Gli Champagne  vengono fatti riposare a lungo anche per 5 anni in bottiglia nelle  grotte di Domaine Georges Vesselle, le quali sono scolpite nel gesso a 16 m di profondità, con una temperatura  costante di 10 ° C condizioni perfette per la loro maturazione e conservazione . Le cuveė sono composte al 90% da Pinot Nero e da un 10% di Chardonnay; quest’ultimo viene coltivato in piccola parte  ed è utilizzato in assemblaggio per le cuveê  di Champagne Georges Vesselle.

Bouzy è ancora oggi conosciuta e rinomata anche per i rossi a base di Pinot Noir vinificato in rosso .

Champagne Maurice Vesselle – Grand Cru

Millesimè  2000

Colore caldo dorato acceso e brillante, il Perlage si manifesta in una serie di catenelle formate da sottilissime bollicine che salgono in modo continuo ed uniforme.

Al naso note dolci di pan brioches si alternano a profumi di frutto tropicale giallo maturo e albicocca disidratata,ampio e maturo nel boquet si percepiscono note marine e burrose di arachide, lievi sentori di torrefazione, miele e  cioccolato bianco.In bocca pieno e cremoso il perlage scivola elegantemente sul palato carezzando il palato, accompagnato da una beva opulenta che finisce con golosi ricordi di croccante caramello e miele.

“Th Petit “GRAND CRU

TH PETIT è prodotto ad Ambonnay, un villaggio “Grand Cru”, l’uva coltivata è in prevalenza Pinot N. il paese fa parte della cosiddetta COTE DE NOIRS, rappresentata, oltre da Ambonnay, anche da un altro villaggio Grand Cru Bouzy.mappa champagne L’azienda è gestita dalla famiglia da più di tre generazioni. Lo zio Andrea è stato uno dei padri fondatori della cooperativa dei coltivatori di Ambonnay nel 1960, ma ognuno teneva la propria produzione nei propri possedimenti. Nel 1982 lo zio con sua madre ebbero l’intuizione di far convergere tutta la produzione presso la cooperativa, in maniera tale che la COOP trattasse come unico interlocutore nei confronti degli acquirenti delle uve prodotte nella zona. L’azienda si fregia della sigla R.M. che appare sia sulla capsula che sulle bottiglie.IMG_5465 La terra è ricca di gesso, e conferisce complessità ai vini prodotti, i quali riposano sui lieviti per molti mesi nelle le cantine composte dello stesso materiale,la produzione è di circa 20.000 bottiglie. I raccolti sono molto contigentati; prima del periodo di vendemmia “les syndicats des négociants et des vignerons”, si riuniscono per trovare un accordo per le quantità massime da raccogliere e sul prezzo a Kilo dell’uva da vendere. La raccolta avviene solo manualmente ed è unita ad una produzione biodinamica.BlancdeBlancs CUVEE BRUT 63 % Pinot Noir, 37 % Chardonnay Intenso oro brillante,con bollicine fini e cremose.Al naso si apre con profumi di pane e pasta lievitata e di gesso, con spinta olfattiva intensa e verticale caratterizzata dal Pinot Noir,continua percepibili aromi di frutta rossa e pesca e ricordi di miele. Al palato è pieno e fresco ma equilibrato con un finale rotondo e con richiami agli agrumi di lime maturo. Perfetta coerenza nel finale che invoglia alla beva. CUVEE BLANC DE BLANC 100 % Chardonnay Vini di base raccolti nel 2009 di cui il 27 % Vini della Riserva Colore oro brillante con riflessi verdolini, una spuma fine e persistente. Al naso profumi delicati di fiori bianchi mineralità gessose ed agrumi maturi completano un bouquet complesso. Al palato si apre con cremosità e freschezza floreale, in un crescendo di profumi di tiglio e biancospino, mela,agrumi con finale vellutato ed elegante, tipico dello Chardonnay. Vera espressione dello Champagne Thpetit.Brut Rosè CUVEE BRUT ROSE 32 % PINOT NOIR 52% CHARDONNAY 16% AMBONNAY ROUGE Colore rosa salmone delicato e brillante con perlage fine e persistente. Il naso è delicato con sentori di piccoli frutti rossi di fragoline e lampone, lamponi,mandarino. Al palato è fresco con finale cremoso e con richiami ammiccanti al frutto. Forse il meno complesso della gamma ,ma comunque adatto ad aperitivi e piatti delicati. CUVEE MILLESIMEE 2005 73 % Pinot Noir, 27 % Chardonnay Uve raccolte nel millesimo 2005 di cui : 20 % dei vini senza FML (Fermentazione Malolattica). Colore giallo d’orato intenso e brillante. Il naso è molto complesso,con note di pasticceria ed una piacevole e leggera sensazione di nocciola e mandorla tostata,miele di acacia e frutta tropicale matura. L’attacco è fresco e morbido ben equilibrato. La bocca è in armonia con il naso, con sentori di frutta e una certa rotondità. Il finale è fresco e supporta una persistenza piacevolmente lunga con finale tostato e piacevolmente amarognolo.

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