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Il salotto del vino a “Montecarlo” 

Un territorio anticamente  conosciuto per la sua produzione di vino il cui nome antico era Vivinaia, cioè passaggio della Via del Vino. L’insieme dei vitigni che ancora si trovano, riportano alla mente zone oltralpe rinomate, Cabernet Sauvignon, Merlot, Cabernet Franc, il Roussanne, Syrah, e altri a bacca bianca, Pinot bianco, Pinot Grigio, Chardonnay, Semillon. Un vero concentrato di vitigni che per Montecarlo e le sue colline vitate rappresenta più di una semplice appartenenza ad una Doc. Ogni vitigno che qui si trova è infatti collegato a eventi storici che legano in modo indissolubile la storia del borgo al suo percorso vitivinicolo. Montecarlo, sita nel cuore della Toscana a due passi da Lucca, usa da secoli queste uve da sole o in blend vantando un passato prestigioso che ha visto il Montecarlo sulle tavole di Reali e Papi. Questa notorietà lo portò nei primi anni del 1900 ad essere conosciuto come “Lo Chablis di Montecarlo”, realizzato con Trebbiano e seguendo un’arcaico metodo di vinificazione che gli regalava sentori speziati e una lunga longevità.

Il primo documento ritrovato in cui si parla dei vini di Montecarlo risale  addirittura all’anno 846. Nel 1500 il vino bianco di Montecarlo raggiungeva i prezzi più alti di tutti gli altri vini al mercato di Firenze. Nell’arco della storia lo ritroviamo addirittura per le nozze del Principe Umberto di Savoia e Maria Josè.

La coltivazione di questi vitigni ha origini legate ad un personaggio di spicco nel panorama vitivicolo di Montecarlo che lega il suo percorso personale a quello del Borgo e di ciò che ancora oggi vi viene coltivato: Giulio Magnani il quale dopo aver passato un anno nella zona di Bordeaux fece ritorno a Montecarlo con un fascio di marze assai consistenti prelevate da nobili vitigni francesi che innestò sui ceppi delle vecchie vigne di Trebbiano e Sangiovese.  Magnani, giovane di nobili origini, era nato a Pescia il 30 agosto 1839 a Montecarlo dove possedeva una villa con fattoria. Proprio da quel posto iniziò la coltivazione dei vitigni Francesi. Incoraggiati dagli ottimi risultati, anche altri produttori della zona seguirono il suo esempio favorendo la diffusione di questi vitigni  in tutto il territorio di Montecarlo.

Ritornando con un balzo storico nei tempi odierni,  varie iniziative vengono ogni anno organizzate dal Consorzio Vini di Montecarlo che sono volte a promuovere i vini ed i cibi del territorio. A questo proposito si è  da poco conclusa la rassegna che si tiene nel giardino di palazzo Pellegrini Carmignani che ha visto i produttori vitivinicoli Montecarlesi proporre i loro vini in abbinamento con piatti ottenuti da prodotti tipici del territorio. L’ultima serata era dedicata alle “erbe spontanee” con piatti ispirati dalla cucina Fusion dello chef Masaki Kuroda di Serendepico.


I vini proposti da due aziende di Montecarlo erano dell’azienda agricola Carmignani Enzo e della Fattoria il Poggio. L’odierno Disciplinare della DOC “Montecarlo” prevede la produzione di Montecarlo Bianco, Rosso, Rosso Riserva, Vermentino, Sauvignon, Syrah, Cabernet Sauvignon, Merlot, Vin santo, Vin santo Occhio di Pernice.

Questi i vini degustati 

Kapogiro- Enzo Carmignani: rosato da Sangiovese, Merlot, Syrah. Colore rosa tenue dai profumi di piccoli frutti rossi e floreali, dal gusto beverino ed equilibrato, ottenuto con pressatura soffice e breve macerazione sulle bucce.
Urano- Enzo Carmignani: Sauvignon da un singolo vigneto posto in alto che profuma di pompelmo e fiori bianchi, con accenni minerali, rinfrescante e sapido.
Fattoria il Poggio-Incantate-Chardonnay che esegue un passaggio in legno per circa 6 mesi. Spezie e frutta bianca, sapido e fresco.
Fattoria il Poggio-Incantate- Merlot e Cabernet, 18 mesi in barrique; speziato e morbido. Enzo Carmignani -Aleatico- Eterei in primo piano, frutti neri surmaturi, dolce e strutturato.

 

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