Azienda Francesca Pascale ed “I Pilastri” tra Liguria e Toscana

Gerardo Pascale calabrese di nascita si trasferisce a Fosdinovo dove compra i terreni per seguire le tradizioni rurali della famiglia di origine, nel 1992 inizia a produrre olio extra vergine principalmente per uso familiare . In seguito è la figlia Francesca Pascale attuale proprietaria e figlia di Gerardo ad avere l’intuizione delle potenzialità di quelle colline a cavallo tra Toscana e Liguria che si affacciano sul mare e decide di espandere la produzione al vino. La scelta ricade principalmente sui vitigni autoctoni, in particolare sul Vermentino, vitigno emblematico che in queste terre ha una storia antica citata anche nella sua Naturalis Historia, da Plinio il Vecchio. Una produzione iniziata tra il 2008 ed il 2009 con i primi impianti di Vermentino a circa 250 mt s.l.m. cui si aggiungono nel 2010 quelle di Vermentino Nero, di Canaiolo e di Merlot. Dalla sede aziendale le colline intorno appaiono in tutta la loro rigogliosa bellezza con le vertiginose pendenze ricoperte di lunghi tratti vitati circondati da macchia mediterranea e ulivi. Scendendo lungo i sentieri che portano nei vigneti la pendenza è notevole e sassosa, lungo i bordi cespugli di ginestre, more e gelsi e qualche cipresso apportano nell’aria profumi silvestri. Quasi tutti gli impianti sono allevati a Guyot nella cui gestione si scorge la vera passione che anima le persone che le curano in modo capillare. Nonostante il caldo il clima è rinfrescato da venti marini. Le ripide pendenze dei tratti collinari evitano ristagni di acqua nei mesi più piovosi, come se non bastasse la bio diversità esistente con molte piante spontanee mantiene l’ambiente salubre ed in equilibrio. La risalita è abbastanza impegnativa, osservo Gerardo con un pizzico di invidia mentre risale il crinale senza sforzo e con l’agile sveltezza di un gatto.

La vendemmia è accurata e le uve vengono raccolte all’alba per evitare i raggi solari per poi essere posizionate in cassette manuali. Il trattamento enologico mira ad essere meno invasivo possibile con l’aggiunta di una quantità minima di solforosa solo dopo la fermentazione. L’azienda è curata nella parte agronomica ed enologica dalla supervisione di Claudio Felisso, coadiuvato da un’inossidabile Gerardo Pascale, sulla cui tempra energica frutto di una vita passata a lavorare instancabilmente nei campi ruota il perno della produzione.

Tasting Notes

I Pilastri Vermentino Colli di Luni d.o.c. 2021

Fermentazioni a temperatura controllata, vinificazione affinamento in vasche di cemento grezzo per 4\5 mesi. Profumi fini e di buona intensità con frutta bianca fragrante, limone, erbe aromatiche, timo, maggiorana e richiami pietrosi, in bocca asciutto teso ben movimentato da acidità e finale salino. Un vino snello e rigoroso che riporta ai profumi del territorio.

Adeo 2020 Vermentino100%

Vinificazione in cemento grezzo a temperatura controllata, di cui il 50% della massa esegue una macerazione sulle bucce per 5 giorni.

Colore paglierino deciso, la complessità olfattiva è data da toni maturi di frutta gialla, buccia di limone disidrata, ginestra, foglia di thé, fieno appassito, idrocarduri, menta essiccata. Pensato per avere una evoluzione in bottiglia ha estrazione ed equilibrio la cui struttura è sostenuta da spina salina e percettibile astringenza tannica che sfuma in un finale sapido e prosciugante.

Adeo 2021 Vermentino100 % (campione di botte)

La vinificazione segue lo standard della precedente con tempi di permenza sulle bucce ridotti a tre giorni sul totale della massa.

Luminoso e limpido. Olfatto determinato da tonalità fresche molto floreali, fiori di tiglio, zagare, agrumi gialli succosi, pesca bianca, erbe spontanee tra cui emergono profumate note di menta, salvia e timo. Nonostante l’estrema gioventù ha palato ben calibrato da un ingresso morbido ma incalzato da tanta freschezza, saporito e sapido. Il sorso modulato è animato da beva energica che chiude con finale pulito e di maggior persistenza rispetto agli altri.

Vermentino Nero 2019

Con un colore rubino di bella trasparenza. Complice un ottima annata che si rispecchia nella delicatezza olfattiva dei fiori viola nella fragranza di piccoli frutti rossi e nelle molte erbe aromatiche del territorio, al palato non approfonda molto ma ripaga con beva snella e scorrevole data da tannini fini, e bella chiusura con richiamo fruttato.

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