“Fattoria dei Barbi” origini e storia di un mito

Adoro venire a Montalcino, non solo per la mia smisurata passione per il Sangiovese in tutte le sue declinazioni, ma anche per i suoi panorami aperti sulla spettacolare Val D’Orcia composta da tappeti di erba dalle molteplici declinazioni di verde. Fine Luglio, le temperature bollenti, sono interrotte da folate di vento fresco che portano refrigerio nonostante l’anticiclone africano faccia sentire i suoi effetti. Le colline sono alternate da tratti boschivi in cui dimore storiche e castelli medioevali rivivono un periodo di grande splendore. Un patrimonio agricolo e rurale che conserva gran parte della sua bellezza originaria. Ombelico del mondo vinicolo ed economico Montalcino deve la sua fortuna oltre che al vino ai suoi abitanti ed alle sue leggi non scritte, una comunità compatta e conservatrice che ha saputo preservare sia il territorio che i prododotti della terra. Una coesione sociale che si è sviluppata in epoche remote quando il passaggio della via Cassia, fino a Roma sollevava l’economia del paese con il vino di Montalcino venduto a viaggiatori illustri e per questo già noto alle cronache del tempo.

La Fattoria dei Barbi nasce nel 1790 con l’antica stirpe senese dei Colombini, da sempre dedita alla coltivazione. della vite, ha contribuito in modo significativo alla crescita ed al successo del Brunello a Montalcino fin dagli inizi del suo sviluppo. Un percorso lunghissimo durante il quale la produzione vinicola si è evoluta in seguito ad esigenze di consumo sviluppandone le potenzialità. L’azienda produce Brunello fin dal 1892, nella quale i componenti dell’antica famiglia si sono succeduti alla guida della tenuta. Tra gli anni 60\70 una battuta di arresto per tutta la societa agricola a favore del boom industriale e la successiva crisi, porta Montalcino a vivere un periodo di grave difficolta economica. Nel 1963 con un calo demografico riguardante il 70 % della popolazione le campagne e le produzioni ebbero una brusca battuta di arresto. La ripresa avvenne con gli anni 80  con il fenomeno del rinascimento enologico moderno i Supertuscan, che aumentò l’interesse per il vino di qualità e che portò la conseguente riscoperta delle potenzialità dei vini qui prodotti.

Stefano Cinelli Colombini personaggio istrionico ed attuale amministratore delegato dell’azienda oltre ad occuparsi della Fattoria e della sua produzione, è un grande appassionato e conoscitore di storia. Nel 2006 ha fondato Il museo della comunità di Montalcino e del Brunello, con oltre 1.000 metri quadrati di esposizione con una raccolta accurata di oggetti, attrezzi agricoli, curiosità, fotografie d’epoca, per mantenere viva la memoria di un successo
enologico mondiale, il Brunello.

L’azienda, si estende su 325 ettari, di cui oltre 86 coltivati a vigneto, distribuiti tra Montalcino e Scansano. Le vigne sono seguite secondo principi di sostenibilità ambientale, lasciando grandi alberi e le naturali pendenze, senza rimodellare i terreni. Il sistema di allevamento scelto oer le viti è il cordone libero, ideato dal prof. Cesare Intrieri dell’Università di Bologna, in cui le foglie sempre esposte al sole facenno ombra ai grappoli. Nelle annate di estrema siccità, con questo sistema, la vite riesce a mantenere delle riserve di acqua maggiori, inoltre l’altezza sopra il metro e trenta dei filari rende più difficile l’attacco da parte degli ungulati, che a causa dell’elevato numero di esemplari mai come in questi anni arrecano danni alle colture. La vita biologica dei terreni è mantenuta in equilibrio attraverso gli inerbimenti dei filari e ultilizzo di concimi organici e utilizzo di insetti antagonisti. Anche nelle pratiche si cantina il verbo imperante è ridurre la chimica e l’impatto ambientale, i vini arrivano bottiglia con un contenuto di solfiti tra gli 0 e i 40 mg/l, pari al massimo ad un quarto di quanto consentito per legge.

Nella cantina storica di Fattoria dei Barbi le grandi botti seguono un percoso intervallato da oggetti quadri e stupende foto in bianco e nero che evocano ritratti della vita rurale ed evidenziano come uno stretto rapporto umano è la condizione imprescindibile che ha permesso alla Fattoria di sopravvivere e crescere nell’arco degli anni. Un caveau di vecchie annate custodisce bottiglie che vanno dal 1870 ai giorni nostri, una delle più antiche collezioni enoiche di Montalcino e d’Italia, un viaggio storico attraverso le bottiglie, vero nirvana per ogni enoappassionato… ovvero “chiudetemi qui e buttate via la chiave”.


Oltre alla produzione di vino l’azienda vanta oliveti ed un caseificio che si trova all’interno della Fattoria dei Barbi avviato per la prima volta a metà 800 che vanta la piu antica produzione di formaggi ancora esistente a Montalcino. Il caseificio produce formaggi con grande attenzione per la scelta della materia prima, latte proveniente da pecore di razza sarda allevate allo stato semibrado nei prati della Val d’Orcia. I casari sardi Salvatore Soddu ed Angela Zizzi sperimentano varie tecniche di affinamento con l’orcio di terracotta senese fino ai pecorini ubriachi con infiltrazione di vino.

Tasting Notes

All’ombra degli olmi centenari un goloso assaggio dei formaggi prodotti nel caseificio aziendale apre la degustazione dei vini della Fattoria dei Barbi.

Nalla resede della Taverna dei Barbi il ristorante aperto da Giovanni Colombini la degustazione prosegue in abbinamento alle specialità locali con la cucina creativa dello chef Maurizio Ianniciello – allievo dei grandi maestri Angelo Paracucchi e Gualtiero Marchesi .

Una gran bella sorpresa la scelta delle bottiglie, leggere e con tappi meno lunghi, per una riduzione di emissioni di CO2 nell’atmosfera che conservando allo stesso tempo una straordinaria capacità di invecchiamento dei vini.

Il Brusco Dei Barbi IGT Toscana Rosso Sangiovese 90\95% ed altri vitigni a bacca rossa.

L’etichetta è tornata a essere quella originale, disegnata da Giovanni Colombini, quella
con cui è nato nel 1969. Un vino dal rosso rubino intenso e vivace che fin dalla prima olfazione evidenzia originalità con spunti erbacei freschi con un frutto croccante riconducibile alle amarene ed ai lamponi. Snello e accattivante denso di freschezza e prontezza di beva, piacevole finale con rimando al frutto.

Rosso di Montalcino DOC 2019 Sangiovese 100%

Proveniente da vigneti di Sangiovese la cui eta media è circa 12 anni. Rubino vivido, trasparente, note olfattive di geranio, fiori rossi selvatici, cedro, balsamici di eucalipto e arancia. In bocca scattante dirompente di freschezza diluita nel frutto, tannini scorrevoli chiusura di grande piacevolezza agrumata e balsamica.

Brunello di Montalcino 2017 Sangiovese 100% (campione di botte)

Colore intenso i contorni olfattivi sono determinati da un frutto ricco e dolce in cui le ciliege ed i frutti neri primeggiano con tratti floreali, boschivi e balsamici, palato avvolgente largo materico che si approfonda in toni speziati e tannini soffici per un sorso pieno già apprezzabile nonostante l’estrema gioventù, chiusura gustosa.

Brunello di Montalcino 2016 Sangiovese 100%

Luminoso ed intenso, profilo austero con tratti pietrosi che apre su scie di profumi di delicati con nitori floreali, viole, gerani, giaggioli, erbe aromatiche, agrumi rossi e piccoli frutti di bosco. Palato diretto e raffinato il cui nerbo fresco e tannini fini accompagnano un sorso puro che chiude con compostezza gustativa. Finale lughissimo.

Brunello DOCG Riserva Vigna Del Fiore 1991

Vigna emblematica con viti le cui uve provengono da un unico appezzamento di 5,7 ettari esposto a Sud dove la vite viene coltivata fin dal 1500.

Arrivata subito dopo la leggendaria vendemmia 1990 che ha catalizzato l’attenzione degli esperti, facendola passare in sordina la 1991, ha invece dimostrato degli ottimi risultati di tenuta nel tempo.

Colore ben conservato dai contorni granato acceso. I profumi hanno un contorno ben delineato nelle tonalità che spaziano dai fiori appassiti in cui s’inserisce la carnosità del frutto, ciliegie,bergamotto, arancia amara, seguono rimandi di spezie, cioccolato, incenso, resina di pino, foglie macerate. Palato con struttura tra morbida avvolgenza e freschezza, tessitura tannica rotonda vellutata, un equilibrio perfetto che nel finale si arricchisce di delicata trama floreale.

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