Vernaccia di San Gimignano a Terre d’Italia una squadra vincente”

 

La Vernaccia di San Gimignano è un vitigno neutro che esprime il suo potenziale di sviluppo nel tempo, il quale ne accentua le peculiarità  esprimendosi con  profumi diversi dalla maggioranza dei vini bianchi con note ossidative di cereale, grano, orzo fino ad arrivare a sensazioni  di torbature e pietra focaia nei vini più  evoluti. Vino conosciuto fin dall’antichità , tanto che anche Dante lo cita nella Divina Commedia e primo in Italia ad ottenere la DOC. La parola Vernaccia riferita al vino appare per la prima volta impressa per scritto in  una gabella presso il Comune di San Gimignano in un documento del 1276. Una serie di successi che hanno subito una battuta di arresto nel 1700/1800 quando se ne perdono le tracce fin quasi a scomparire fino agli anni della fillossera. In seguito alla distruzione ci fu la necessità di recuperare molti dei vigneti e questo spinse a ripiantare anche questo antico vitigno che da qui riprese la sua storia. Negli anni 70 una nuova calamità incombeva sulla Vernaccia, il turismo che  in quegli anni  iniziava ad espandersi a raggiera nell’interno partendo da Firenze e Siena. La scoperta della campagna Toscana da parte del turismo di massa portò molto fermento e commercio nei suoi  borghi medioevali.  La Vernaccia di San Gimignano in quei momento era un vino di fattura spesso semplice ed artigianale, da bersi al massimo nell’arco di un anno, e veniva normalmente venduto come un qualsiasi souvenir ai visitatori della cittadina.  Questa facilità di vendita spinse molti produttori ad adagiarsi in produzioni mediocri non migliorando la qualità dei loro vini, rassicurati dal perpetuarsi del mercato turistico. Erano vini che nella stragrande maggioranza dei casi non rendevano neppure la parvenza di giustizia alla grande personalità dei vini di oggi. In seguito la Vernaccia ha consolidato una propria identità  nei prodotti di punta aziendali. Nonostante ciò negli anni 90  i vini difettati oppure insoddisfacenti dal punto di vista degustativo erano ancora molti. Da allora la crescita culturale è stata continua con un percorso virtuoso, tesa verso un investimento da parte dei produttori sempre più consapevole.

Ed è stato verso la fine degli anni 80 in una delle calde sere estive dopo una giornata passata sul mare  senza internet o tecnologia e quando ancora la zanzara tigre era solo nei nostri incubi che probabilmente ho avuto uno dei primi incontri con un vino che avrebbe nel tempo cambiato l’aspetto e la fisionomia per arrivare ad oggi nelle sue forme più veritiere e migliori di sempre.

.Nell’ambito di Terre d’Italia 2019 una degustazione con 10 vini per 4 annate diverse tra di loro condotta da Ernesto Gentili.

La Vernaccia di San Gimignano ammette nel disciplinare un 85% Vernaccia di Sangimignano  15% altri vitigni autorizzati dal disciplinare ad eccezione dei vitigni aromatici ed una con un limite del 10% dei vitigni semiautomatici è  prevista la tipologia riserva.

Tasting Notes

Annata 2018  La caratteristica dell’annata 2018 è di rientrare nella norma dopo le tante bizzarrie climatiche degli ultimi anni.

Vernaccia di San Gimignano -I Macchioni 2018- Casa alle vacche.

Affinamento in acciaio sui lieviti per circa 4 mesi. Attacco dato da agrume, fiore giallo mandorla, lieve sentore di torba. Ottima tensione data da acidità e  finale di mandorla.

Vernaccia di San Gimignano 2018 -La Lastra-

Profumi freschi e leggermente fruttati  pietra, erbaceo lieve, frutta secca, iodio . Palato intenso ben sostenuto da sapidità ed acidità rinfrescanti.

Vernaccia di San Gimignano Santa Chiara 2018- Il Palagetto

Esordio citrino con tocchi erbacei di salvia,  fiore giallo, lieve affumicatura. Palato ben delineato da un ingresso morbido ma propulsivo di freschezza e sapidità finale.

Vernaccia di San Gimignano Poggiarelli 2018- Signano-

Carattere aromatico piuttosto austero con sviluppo odoroso flemmatico, in cui emergono toni di lievito e frutta secca, erba tagliata. In bocca ottima struttura diretta  da energia e tensione sapida.

2017 Annata arida caratterizzata da siccità che aveva fatto registrare un calo di produzione pari al 26%, nella vendemmia.

Vernaccia di San Gimignano Ciprea 2017-Alessandro Tofanari

Il profilo con una precisa identità legata al vitigno, delineato da frutta secca, anice,  torba, iodio, pepe bianco.  Struttura ed avvolgenza con grande sapidità,  carattere  scorbutico che affiora in una lieve tannicità finale.

Vernaccia di San Gimignano Rialto 2017-Cappella di Sant’ Andrea

Bouquet con un corredo aromatico dato da tocchi saponosi, cereale e buccia di agrume. Palato dallo sviluppo flessuoso con materia  e notevole spalla sapida in chiusura.

Vernaccia di San Gimignano Vigna Santa Margherita 2017 – Panizzi 

Ottenuto dalle uve di un vigneto antico le piante risalgono agli anni Settanta . Tonalità dolci e speziate vaniglia orzo rinfrescati da menta ed erbe aromatiche agrume. Palato disteso con ingresso rotondo con spina sapida e finale amarognolo di mandorla.

Vernaccia di San Gimignano Riserva L’Abereta 2016 – Il Colombaio di Santa Chiara

Un colore cristallino con riflessi oro verde, bouquet denso di sensazioni fresche con fiori gialli, menta agrumi, e moltissime erbe aromatiche in cui si insinuano richiami di torba e arachide tostata. In bocca intensità volume e propulsione acida ben calibrata con  sorso centrato, saporito e ben delineato in un finale lungo.

Vernaccia di San Gimignano Fiore 2016 _ Montenidoli_ 

Azienda storica della denominazione che già negli anni 90 dimostrava la sua fattura impeccabile. Dal colore intenso e molto luminoso profumo ampio  libero da sovrastrutture, trasmette con chiarezza le note più vere e caratteristiche del vitigno, con fiori bianchi di gelsomino e tocchi di cereale fresco. Palato elegante dallo sviluppo misurato e armonioso sprizzante energia, finale lunghissimo e salino.

Vernaccia di San Gimignano Riserva Mocali di Bagnoni 2015

2015 annata più calda con l’uva arrivata a perfetta maturazione con uve in perfetto stato.

Olfatto delineato da toni rotondi e dolci albicocca disidratata, lime, tostature e miele di tiglio, polposo all’assaggio con ingresso morbido e pienezza al centro bocca, freschezza e sorso ben sostenuto sul finale.

 

 

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