Furore ed il Fiorduva il sapore del successo al MWF

Una storica degustazione che ha  ripercorso la storia dell’azienda, del vino e del territorio condotta da Andrea Ferraioli e il prof. Luigi Moio nelle sale del Merano Wine Festival per raccontare gli ingredienti di un  successo internazionale il Fiorduva.

I migliori vini spesso nascono dall’intraprendenza e dal coraggio di sperimentare nuove metodologie, ma anche dalla conservazione delle radici legate ad un luogo e delle sue peculiarità con suoi tratti più tipici,  un insieme armonico tra gli elementi, che come in un orchestra intonano un unica melodia.

La Costiera Amalfitana è luogo dalla bellezza selvaggia in cui le insenature terrestri si ergono a strapiombo sul mare e dove la potenza del vento e del sole arriva senza filtri a sferzare la costa. Qui i vigneti a piede franco e pre-fillossera, sono custodi inconsapevoli di un patrimonio con vitigni autoctoni che nei piccoli appezzamenti  terrazzati e sparsi su diversi livelli, vivono una gara di resistenza con un suolo povero e roccioso. Il Fiordo e l’uva da qui l’origine del nome del Fiorduva, un chiaro richiamo al luogo e all’uva che nasce solo in quel particolare terroir. Aggrappati ai lembi di terra scoscesi, i tralci di vite crescono su lunghe pertiche poggiate sopra pergolati, appositamente costruiti con pali di castagno in verticale, per poi incrociarsi in orizzontale e svilupparsi  “a parete”.  Una viticoltura difficile, date le pendenze del terreno, tanto da essere definita eroica con laboriose e faticose  fasi di vendemmia, eseguita rigorosamente a mano. Un territorio unico, come unica è la storia di un amore e di un’amicizia sfociata in una collaborazione che lega in modo indissolubile il vino ad i suoi artefici.

 

La storia del Fiorduva  è narrata da Andrea Ferraioli con la passione  di chi da sempre si occupa di quel territorio. Ferraioli proveniente da una storica famiglia di vinificatori,  offrì quei territori nel comune di Furore, come dono di nozze alla moglie Marisa Cuomo. Un dono ed un progetto di vita concretizzato con la prosecuzione di un’attività legata alle tradizioni ed alla terra. In seguito l’amicizia e la collaborazione con l’enologo prof. Luigi Moio che dopo anni di studi in Alsazia e ritornato poi in Italia, diventa il consulente di Ferraioli. “Consulente notturno” si autodefinisce, per le molteplici  nottate trascorse a degustare i vari campioni e decidendo di tentare una tipologia di vino che si discostasse dalla media, riuscendo a produrre un vino che segnasse il ricordo tangibile dell’impegno e della dedizione adoperata nel tentativo di piegare la natura al proprio volere. Nel 1995 per una combinazione climatica le uve vennero leggemente attaccate dalla botrytis cinerea, che apportò al vino un profilo organolettico arricchito negli aromi e nel gusto. Il vino cosi ottenuto ebbe un riscontro  entusiasmante.  In seguito il risultato fu replicato con uva lievemente sovrammatura senza mai perdere di vista la naturale acidità di quelle uve autoctone da cui è composto e che  rende il Fioduva un vino unico e dalle mille sfaccettature.

Tasting Notes

Furore Bianco Fiorduva,  i vitigni autoctoni da cui è composto sono tre Ginestra 30%, Fenile 30% e Ripoli 40%.  Le uve  che nascono solo in quel particolare territorio vengono raccolte manualmente surmature e sottoposte a pressatura soffice. Il mosto viene poi fatto fermentare per tre mesi in barrique di rovere. 

Furore Bianco Fiorduva 2016

Nota cromatica dai riflessi dorati e verdi. Sensazioni olfattive date da gesso e roccia da dove escono decise note di pompelmo maturo, albicocca, pesca, rosa gialla e ginestra. Ingresso inizialmente morbido, diviene irruento in un divenire di tensione acida e salinità che fa salivare copiosamente. Finale nitido e pulito dalla grande persistenza.

Furore Bianco Fiorduva 2015

Dorato intenso, il profumo verte su toni maturi di melone e frutto tropicale, idrocarburi appena accennati e scie di spezie  piccanti, buccia di arancia. Palato potente polposo ed avvolgente dotato di spina fresca saporita, finale con scia sapida e fruttata.

Furore Bianco Fiorduva 2014

Trasparente dalla doratura intensa. Nel bicchiere si ritrova il territorio con  tratti olfattivi salini con tocchi di erbe mediterranee seguono i frutti gialli maturi  in cui ritornano i fiori freschi, sbuffi piccanti e note pietrose. Il palato di profonda intensità ed avvolgente morbidezza, mantiene nervo e tensione data dalla notevole freschezza nel quale la sapidità resta celata dalla parte acida. Snello ed ancora in evoluzione.

Furore Bianco Fiorduva 2013

Colore intenso e dorato  corredato da una punta di verde, il bagaglio olfattivo ricco e complesso è aperto da tratti di idrocarburi e spunti pietrosi che lo contraddistinguono,  insieme alla dolcezza dell’albicocca per poi espandersi fino ai profumati fiori d’arancio e di erbe aromatiche. Al sorso si annuncia preciso fine e calibrato da energia che movimenta la materia polposa, con una intrigante fusione tra cremosità e freschezza.  Lunga la persistenza.

Furore Bianco Fiorduva 2012

Colore oro carico luminoso. Profilo olfattivo racchiuso in un insieme di melone maturo, albicocca, cedro ed erbe aromatiche, miele, coriandolo. Ingresso dalla trama gustativa ricca di  morbide suggestioni, completata da rimandi di freschezza e sapidità con la nota di miele che ritorna nel finale.

Furore Bianco Fiorduva 2009

Splendente oro con riflesso verde apre con un olfatto ampio e variegato in cui note eteree di iodio, canfora ed idrocarburo ossigenandosi si arricchiscono di sensazioni pietrose, erbe mediterranee, per poi estendersi in frutti gialli disidratati, miele, frutta secca e note piccanti di zafferano. Palato intenso e deciso che  tende il gusto prima di avvolgerlo con un tocco raffinato in perfetta sintesi tra freschezza e morbidezza tesa nella sua purezza verticale. Chiusura elegante e mentolata.

Furore Bianco Fiorduva 2008

Non in perfetta forma una lieve ossidazione ha condizionato il bouquet che risulta smorzato e ridotto nei profumi compresi tra frutta secca e caramella d’orzo. Gusto contratto nella persistenza carente di energia.

Furore Bianco Fiorduva 2007

Oro intenso che vira verso l’ambra, l’olfatto ha note di resina, talco e pietra, con rimandi freschi di erbe e menta a cui si fondono l’albicocca polposa, zafferano, burro fuso, iodio e sensazioni saline. Palato cremoso dove l’acidità ben presente movimenta  una trama gustativa vivace dalla scia pulita che chiude con un tocco salino e raffinato.

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2 risposte a "Furore ed il Fiorduva il sapore del successo al MWF"

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