NOT-Only wine festival 

Per le strade di Citta di Castello, in mezzo Palazzi Storici e scenari da cartolina si è svolto  “Only Wine festival”.

Manifestazione articolata da una svariata ricchezza di eventi, connubio ben riuscito nel bel centro storico di Città di Castello tra arte, cultura, vino, cibo e non solo. Padiglioni dedicati anche alla degustazione di birre artigianali, whisky e sigari. Il mondo del vino in modo particolare è stato dedicato a quei piccoli produttori che non avendo nomi altisonanti alle spalle, faticano ad emergere pur avendo un grande potenziale qualitativo, 350 etichette hanno esposto negli ambiti del Festival. Tra questi molte le aziende Italiane che spaziavano da Nord  a Sud. Un padiglione riservato agli ospiti internazionali con Only Wine International. Vini provenienti da svariate aree Europee tra le più prestigiose, Champagne, Borgogna, della Mosella e della Georgia, e Spagna,che hanno avuto il prestigioso compito di accompagnare durante la Cena di Gala nella Sala degli Specchi i piatti dello Chef Hiro Shoda, selezionati, presentati ed abbinati ognuno ad un vino diverso da un istrionico, Luca Martini (Migliore Sommelier del Mondo AIS ). Di grande interesse anche l’area delle birre artigianali Umbre. L’area Whisky, curati da Claudio Riva presidente del Whisky Italian Club, che ha presentato i malti provenienti da varie aree geografiche mettendoli a confronto in due Master guidati dei migliori Whisky del Mondo, scelti ed imbottigliati con una estrema selezione dallo stesso WhiskyClub Italia. Da non dimenticare l’area del Trentodoc, che nel 1993 è stata la prima denominazione di origine controllata in Italia riservata al metodo classico, in cui è stato possibile spaziare tra un vasta scelta di bollicine Italiane. Interessante ed innovativa, l’iniziativa, riservata ai turisti  e winelovers che attraverso gli Speed Wine gestiti dai sommelier Ais, hanno potuto accedere a mini corsi della durata di circa mezz’ora che in pochi essenziali passi, hanno illustrato pochi passi fondamentali, per accedere al mondo del vino attraverso una degustazione più consapevole. Un momento di arricchimento culturale e riflessivo, introdotto da Francesco Saverio Russo attraverso la presentazione del libro di Lorenzo Corino nella storica Sala Bistoni, VIGNE, VINO, VITA: i miei pensieri naturali per una viticoltura che rivolge particolare attenzione all’ambiente attraverso il percorso dell’autore e della sua personale esperienza nella gestione della vigna e della cantina teso verso un non interventismo piuttosto che ad una correzione di ciò che già naturalmente è presente in natura.

Un’evento Only Wine Festival coinvolgente a 360 gradi, ben architettato e vario a cui calzerebbe a pennello il nome di  “NOT Only Wine Festival”.

 

Tasting Notes e galleria fotografica di alcuni dei miei migliori assaggi..

«Vin de la neu» Di Nicola Biasi– prodotto a 1000 m di altezza, ottenuto da un ibrido particolarissimo, che vanta un albero genealogico di tutto rispetto. Il Johanniter, questo il nome del vitigno,  uva bianca costituita nel 1968 da Johannes Zimmerman presso l’Istituto Statale di viticoltura di Friburgo, in Germania, ottenuto mediante l’incrocio risultante attraverso l’unione di altre varietà, ovvero Riesling e Seyve Villard, ed un incrocio tra Pinot Grigio e Chasselas. Resistente alle forti escursioni termiche ed al clima rigido, al Johanniterin  è stata autorizzata la coltivazione anche in Italia solo in tempi recenti. La bottiglia del «Vin de la neu» racconta la particolarità del suo contenuto attraverso un packaging accattivante. Etichetta candida a forma di vetta innevata, su bottiglia renana sormontata da ceralacca bianca, anticipa almeno visivamente un contenuto non scontato.

Il vino è come mi aspettavo,  freschezza tagliente dotato di un bouquet ampio e composto, in cui le peculiarità dei vitigni si fondono a formare un unica sinfonia. Speziato e al tempo stesso agrumato ha note di fiori selvatici bianchi, in cui si trovano tratti pietrosi contornati da erbe profumate e mele mature. Malgrado l’estrema gioventù è avvincente ed incalzante il sorso è lungo e di grande spessore.

” Genesis”- Valentino Butussi.  Colli Orientali del Friuli. Sauvignon Blanc 100%

Prodotto su terreni composti da calcare ed arenaria provenienti da un singolo vigneto di circa 40 anni, solo 1400 bottiglie prodotte. Finalmente un Sauvignon con finissimo olfatto che profuma di agrume e pompelmo rosa da cui escono chiare note minerali che portano alla salinità del suolo dove viene coltivato. Ruotandolo nel bicchiere emerge anche un frutto più maturo di pesca bianca ed un erbaceo tipico del vitigno, ma per nulla invadente o predominante. Anche al palato si conferma finemente agrumato dotato di morbidezza glicerica. Sapido e lungo finisce impeccabilmente pulito.

Sù Entu -Vermentino di Sardegna – Vermentino 100%

Ottenuto da vigneti con una densità di 5000 ceppi per ettaro, il cui sottosuolo è di natura calcareo-marnosa, ricco di argilla. Gli impianti sono abbastanza recenti e non hanno più di 10 anni. Dall’ultimo assaggio che ho potuto fare un paio di anni fà quando le viti erano più giovani, ha acquisito maggior complessità che si nota subito dal primo impatto olfattivo.

IL colore giallo paglierino, intenso; i profumi, spaziano dal frutto a tropicale con agrume maturo, arricchito da note salmastre con un fondo di spezie piccanti. Un uso ben gestito di tonneaux per la fermentazione e la maturazione, gli conferiscono morbidezza glicerica e spessore; dinamizzato da vena fresco sapida, il sapore porta verso un finale lungo in cui si avvertono erbe aromatiche e fiori di sambuco.

– Nobile di Montepulciano (Anteprima Riserva 2013) – Az.Agr.Nottola

Selezione delle uve provenienti dai vigneti di proprietà situati nella fascia storica di produzione della Denominazione, a una altitudine media di 380 metri s.l.m. con un microclima particolarmente favorevole, esegue un passaggio in botti di Rovere di Slavonia e barriques per un periodo di almeno 36 mesi. Il 2013 presentato in anteprima assoluta per l’Only Wine Festival durante la verticale nella prestigiosa Sala degli Specchi di Palazzo Bufalini. Questo vino colpisce ed emerge per un cambio di stile nella composizione dell’uvaggio in cui è stata introdotta una piccola percentuale di Petit Verdot, che apporta un arricchimento del bouquet rendendolo più fresco e dinamico.

Porpora e rubino vivacissimo, olfatto che ricorda un prato fiori viola primaverile, contornato da fresche sensazioni erbacee, e di terra umida; variopinto ed arricchito da un frutto polposo, bergamotto e cedro. Il palato propulsivo ma ancora in evoluzione mostra lati morbidi e carnosi con grande acidità, i tannini fitti e ben dosati che nonostante l’irruenza giovanile disidratano senza graffiare. Sapore che resta intatto e ben disteso sulla persistenza, lungo e asciutto.

Bisbetica Rosè  -Madrevite –  100% Gamay del Trasimeno.

Simone Sacco ha una produzione molto limitata e curata con raccolte manuali, solo 2000 il numero delle bottiglie prodotte da viti di circa 12 anni. In realtà il vitigno localmente chiamato, Gamay del Trasimeno è in realtà Grenache. Importato più di un secolo fà, proveniente dalla Spagna, transitando dalla Sardegna al tempo della dominazione spagnola, ha trovato nelle colline che circondano il Lago Trasimeno un clima ideale da cui vengono prodotti ottimi vini in purezza.

Questo rosè risulta essere per niente scontato; colore intenso che sprizza luminosità  in cui si avverte una inusuale ruota odorosa con la parte delle erbe aromatiche ben delineata in un insieme odoroso di fiori più rossi che rosa, ed un frutto croccante che attira ad assaporare. Freschezza e vena sapida scorrono nel sorso intenso e fruttato, che termina in un finale piacevolmente ammandorlato .

La Posta- Casaleta-Verdicchio dei Castelli di Jesi 100% da vecchi biotipi.

Proveniente da un vigneto che prende nome dal luogo in cui è ubicato, punto più alto della collina dove un tempo c’era un vecchio edificio di posta, Casaleta. Le viti sono cloni realizzate da un vecchio vigneto di settanta anni con vecchio biotipo autoctono di verdicchio con un grappolo più piccolo. Caratterizzato da rese molto basse, la produzione si aggira intorno alle 5000 bottiglie.

Colore paglierino intenso che verte su un olfatto compatto e vivace giocato sul frutto fresco e croccante, pesca bianca, lime, fiori bianchi, susine mature, spunti di fieno fresco e richiami minerali.  In bocca mosso da tanta freschezza è ben bilanciato da una computa e delicata morbidezza, di bella struttura pervade il palato a lungo prima di finire sapidamente succoso.

 

Givry 1 er Cru-La Grande Berge- Domaine Ragot -Pinot Noir 100% _Borgogna-

Domaine Ragot è una proprietà di 9 ettari appartenente da cinque generazioni agli stessi proprietari. I vigneti si trovano su terreni calcarei a circa 300 metri di altezza nel Givry.

Vivace e consistente con trama colorante fitta e trasparente. Olfatto complesso e profondo, denotato da un profilo disegnato da profumi umidi di sottobosco e frutti rossi piccoli e maturi, arricchito da spezie piccanti e pepe. I floreali portano verso la lavanda e sfumano su contorni di cipria e lieve nota fumè. Palato ricco, volumico e profondo che è al tempo stesso esuberante, con bella spalla acida ed un piacevole tannino vellutato reso elegante da una intensa chiusura floreale e fruttata.

 

 

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