“Montellori” una bioalchimia in cerca di eccellenza

Montellori  era nota fin dal 1200 per essere una azienda agricola coltivata con vigne ed olivi, sviluppatasi in seguito come cantina nel 1700 in un angolo di Toscana dedito alla coltivazione del Sangiovese. Il vero cambiamento però si ebbe con la guida di Giuseppe Nieri  che espanse i vigneti fino ad arrivare a  50 ettari. Il figlio e proprietario attuale di Montellori, Alessandro Nieri, cura personalmente l’azienda facendo sia la parte agronomica che enologica, con un tipo di conduzione che lui stesso definisce” Bioalchemica“.

Il vino la trasformazione di un frutto l’uva  naturalmente presente in natura, che per opera dell’uomo  si converte in qualcosa di straordinario.  In questa visione attenta a tutto ciò che circonda i vari componenti che partono dalla vite ed il suo ambiente fino alla vinificazione, il vino è come un’alchimia, il prodotto dei più svariati accorgimenti personalizzati per ogni singolo evento, che lo porta ad avere  un carattere unico per l’annata e per il territorio.  La Bioalchemia consiste infatti nel prediligere  le forze naturali stimolandone la naturale potenzialità senza però arrivare agli estremi del biodinamico. Questo processo si sviluppa  attraverso una serie di accorgimenti mirati ed adeguati al tipo di territorio e delle sue stagionalità ottimizzandone le risorse. Quindi utilizzo di nutrimento organico  con sovesci densi di elementi naturali e diversificati che reintegrando con ciò che è già presente in natura l’equilibrio dei terreni, ottimizzandone  le risorse e lo sfruttamento delle già presenti potenzialità; in base all’osservazione degli eventi naturali e l’alternarsi ciclico delle stagioni, si cerca di adeguare di volta in volta degli accorgimenti mirati che permettano  il raggiungimento di uno standard qualitativo alto che si distingua per le sue peculiarità. Una ricerca mirata per ogni singolo vino e vigneto vivendo in prima linea la realtà del territorio, una personalizzazione oculata e adeguata all’interno di tutto il  processo produttivo che diventa determinante per l’ottenimento del miglior risultato. I

Il tratto distintivo di tutti i vini di Montellori è l’eleganza e la bevibilità, il cui fulcro centrale e ricco di personalità è la creazione  di un grande Metodo Classico Toscano.

La storia di questo spumante inizia con Giuseppe Nieri;  da sempre appassionato di spumanti  e grandi vini bianchi esegue  i primi tentativi di completare il suo sogno di realizzare un buon prodotto spumantizzato utilizzando le uve da una  vigna di Chardonnay sulle colline di Cerreto Guidi. Inizialmente però i  vini ottenuti  non soddisfacevano la creazione dei vini base a causa di una insufficiente  acidità. Caparbiamente si mette  alla ricerca di un posto che abbia le caratteristiche intrinseche determinanti per la creazione di un vigneto adatto alla produzione di un buon metodo classico. Così convincendo un amico che possiede  un ultraleggero sorvola  le colline di Montalbano  ed individua una zona che per caratteristiche di esposizione e territorio risponde ai requisiti ricercati. La collina è un deposito di arenaria, denso di sassi. Lo scasso per ricavare il vigneto tutto a Chardonnay è ritratto in una impressionante foto d’epoca da dove si capisce con quale tenacia si sia ottenuto un vigneto unico nel suo genere in Toscana.

Arrivare al vigneto di Montalbano  è in effetti un’impresa ardua, la strada si inerpica per i fianchi collinari, i tornanti girano stretti in forte pendenza. Sull’ultimo tratto si arriva soltanto con un fuoristrada che sobbalza tra i canali formati dalle acque piovane e sassi che affiorano dal terreno. La vista che si offre una volta arrivati è mozzafiato, lo sguardo spazia dalla vicina catena Appenninica allargandosi nella pianura, dove si scorge in lontananza la suggestiva vista di Firenze con la celebre Cupola del Brunelleschi. Un paesaggio sospeso nel tempo e nello spazio che  solo girandosi intorno è ammantato di quell’aurea magica ed un po’ mistica che è servita per la realizzazione di una simile impresa.

L’intero vigneto situato a 500 m  s.l.m  sul crinale della collina, gli impianti  sono tutti a Pergola Trentina e formano  tunnel con scorci paesaggistici suggestivi e alieni dando l’impressione di trovarsi su qualche dorsale Alpina. Il clima è ventilato e fresco con grandi escursioni termiche tra giorno e notte, la vigna  è completamente circondata da tratti boschivi che isolano il vigneto e riparano dai venti più forti.  La biodiversità dei terreni è composta da un nutrito numero di piante e fiori che crescono spontaneamente tra i filari. Il terreno è molto sciolto e con grande permeabilità, sabbioso, ricco di sostanze minerali.  Gli impianti vitati vennero fatti  con cloni di Chardonnay usati nello Champagne. Tra un filare e l’altro si intravedono grandi sassi che di tanto in tanto affiorano ricordandoci la vera natura del terreno. Friabile in superficie e soffice a calpestarlo,  appena un metro sotto il suolo ritrova  la sua vera natura sassosa e pietrosa in cui si approfondano le radici dello Chardonnay, che ormai hanno raggiunto un’eta di 30\40 anni. Le rese ovviamente sono basse e variabili da una stagione all’altra, la produzione  varia da 5000 a 13000 per le annate più favorevoli.

Tasting Notes

Tutte le bottiglie  di Metodo Classico sono a base di Chardonnay 100%  e prodotte  Pas  Dosè, tipologia che amo particolarmente per la sua schiettezza gustativa. Senza  aggiunta di liquore d’expedition  il vino è il prodotto di ciò che la vigna ha dato nella sua totalità e purezza. Le bottiglie sono tutte  millesimate con scritta l’annata di produzione, rimane sui lieviti per 36/40 mesi.

Pas Dosè 2012 .

Ultimo uscito sul mercato si mostra con un colore dorato e brillante, perlage fine e diffuso. L’immediatezza olfattiva, mostra un esuberante agrume maturo, croccante di freschezza  con scia di crosta di pane che permea l’olfatto insieme a sentori pietrosi, gessosi. Un olfatto netto e pulito riporta alla memoria latitudini ben più nordiche. Al palato carismatico ricco di dinamismo, nervoso per acidità e sapidità. La componente morbida  è data da un agrumato succoso ritorno al frutto maturo.

Pas Dosè 2007

Oro antico brillante e lucente. Al profumo  si lascia avvolgere da note di miele, pan brioche e frutta secca e  candita, condita da espressioni marine. Il gusto è accarezzato da un perlage cremoso sottilissimo, il cui vellutato passaggio esalta la morbidezza delle note evolutive. Energico e sorretto da una parte fresca e incalzante,  il gusto si lascia integrare dalla sapida mineralità. Un sottile gioco di equilibri che trascina un’innata eleganza priva di fronzoli che termina con un finale lungo e intrigante di arachide tostata.

Salamartano 2011  Cabernet- Merlot

Nato nei fatidici anni 90 in cui la forza trainante dei vitigni internazionali hanno permesso di ottenere grandi vini a taglio “bordolese”. Il Salamartano ne è un esempio forse meno conosciuto ma non certamente di minor pregio, la cui unica pecca è quella di essere nato in un contesto meno noto rispetto a zone più blasonate.

Il 2011 appare con un luminoso rubino compatto e profondo che indica la sua esuberante gioventù . Il naso esplode in una profusione di fiori viola, richiami erbacei  e frutto nero e rosso ben maturo ma che conserva nitida la sua croccantezza. Le erbe aromatiche sono di sottofondo e rivestono un bouquet espressivo ed energico. Al palato l’ingresso deciso e ben  calibrato, tuttavia inaspettatamente leggiadro quasi aereo,  i cui tannini  cesellano un sorso scorrevole ed elegante, risoluto nella freschezza pervade lungamente il palato.

http://www.fattoriamontellori.it/ 

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