Involuzioni Naturali

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Una spinosissima questione negli ultimi tempi quella dei vini a produzione biologica e naturale che infiamma i social ed internet con interminabili discussioni di intere schiere di enoappassionati ed addetti al settore. Moda, manovre di marketing o nuovo modo di concepire la produzione nel rispetto dell’ambiente, il punto principale è che comunque il vino prodotto deve prima di tutto essere “buono”  insomma non presentare difetti.

Spendere per bere vini difettati, anche se con la speranza di migliorare l’ambiente, può risultare inopportuno, ed in molti casi controproducente per tutti, se non per una piccola minoranza disposta a chiudere un occhio ed anche il naso di fronte a vini sì “naturali” ma che di fatto presentano una serie di caratteristiche volatili  e gustative discutibili. Il fatto che la produzione segua determinati standard produttivi o filosofici non deve pertanto essere la  scusa per vendere vini imperfetti dal punto di vista organolettico.images

Vini naturali, biologici, biodinamici, un modo nuovo di proporre al consumatore sempre più attento all’ambiente ed alla qualità legata agli alimenti una categoria di vini che vanta per definizione l’assenza di nessuna sostanza addizionata al mosto. Un mondo vasto in cui è facile perdersi non essendoci alcuna normativa a regolamentarne le produzioni, che vanno in direzione del rispetto ambientale e  dell’eliminazione di sostanze chimiche nelle produzioni , una tendenza che ha portato allo sviluppo di tre metodologie principali :

biologici – biodinamici -naturali : l’obiettivo quello di produrre vini più salutari.  Le differenze tra questi semplificando sono nei modi di produzione e nelle tecniche di cantina .

Biologici. Le coltivazioni biologiche devono rispettare determinate regole,  che vietano i prodotti chimici di sintesi, questo tuttavia non impedisce  al produttore durante i processi di vinificazione  uso di lieviti selezionati in laboratorio, additivi chimici, e ovviamente la solforosa .Il rischio è quello di essere convinti che un vino biologico sia prodotto in modo naturale ma di fatto potrebbe anche non esserlo in quanto caratterizzato dalla riduzione della chimica utilizzata per la sua produzione, ma non completamente esente. Il vino biologico inoltre deve tendere ad abbattere le risorse idriche utilizzate e all’adozione di tecniche naturali di cultura e prevenzione della malattie della vite.

L’agricoltura biologica è comunque un sistema di produzione che cerca di offrire al consumatore prodottti, ad impatto ambientale ridotto rispetto al convenzionale, quindi senza residui di fitofarmaci o concimi chimici di sintesi, ma anche attento a non creare nell’ambiente un danno derivato dal livello di inquinamento di acque, terreni e aria.

 

Biodinamici: per questo il discorso cambia completamente,  si basa sull’idea di mantenere in equilibrio in modo naturale il terreno con tutti i suoi organismi per ottenere  viti sane con uva di alta qualità. Nella biodinamica che si rifà ad alle filosofie dell’Austriaco Rudolf Steiner, è fondamentale la cura delle risorse naturali e favorendo i processi vitali.  Oltre al rispetto della natura, la produzione deve tener conto delle fasi lunari di forze terrene e cosmiche e di particolari tecniche di produzione, come l’utilizzo dei cavalli al posto dei macchinari e le concimazioni e trattamenti antiparassitari solo con uso di decotti e infusi completamente naturali i cosiddetti “preparati”. Il processo  viene seguito anche in cantina senza  ricorrere ad interventi fisici o chimici, il mosto fermenta sui lieviti autoctoni.Il termine “biodinamico” però deve essere ancora regolamentato dall’unione europea.

 

D’altra parte ci sono anche aziende molto famose con nomi prestigiosi che hanno produzioni biodinamiche che quando sono ben fatte producono vini di qualità altissime .

Naturali: Ovvero prodotto con uve coltivate con metotodi tradizionali e con trattamenti ridotti al minimo, senza forzare le produzioni partendo da vitigni autoctoni; solo rame e zolfo sono ammessi per la cura del vigneto, utilizzazione esclusiva di lieviti indigeni presenti sull’uva ed in cantina, fermentazione senza controllo della temperatura esclusione di ogni azione chiarificante e della filtrazione che alteri l’equilibrio biologico e naturale dei vini.Tutte le azioni sono tese al mantenimento di un equilibrio che favorisca la fertilità del suolo, senza uso di sostanze di sintesi.

Quello che richiama l’attenzione e accomuna tutti è il fatto che tutte queste tipologie di vini che comunque tentano di dare una risposta per un ambiente più salubre, richiesto anche dai consumatori e come sempre dal trend del momento .

In questo tipo di produzioni sia naturale che biodinamico è abbastanza frequente trovare  vini non perfetti in quanto meno stabili e spesso diversi anche da una bottiglia all’altra. Certamente non è una regola fissa, c’è anche chi riesce ad ottenere prodotti ottimi. D’altra parte ci sono anche aziende molto famose per la qualità dei loro vini, che hanno si produzioni biodinamiche ma con un rapporto qualitativo altissimo.

Ricordiamoci infine che in Francia da circa duecento anni, con questi metodi  hanno fatto vini della portata di Romanée-Conti  senza per questo seguire disciplinari e normative con l’intento di autocelebrarsi con vacui fregi, a ribadire il concetto, che si può sicuramente produrre vini eccellenti anche con determinate metodiche rispettose dell’ambiente senza bisogno di attirare l’attenzione se non attraverso la qualità estrema del vino.

 

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2 thoughts on “Involuzioni Naturali

  1. Argomento spinoso. Il guaio alla fine è economico, per chi è abituato a bere ai pasti ogni giorno è impossibile trovare un compromesso tra l’organoletticamente buono e il sano, a meno che non possa spendere un patrimonio. Purtroppo i vini bio li ho acquistati di rado perché hanno un costo elevato e spesso un sapore a cui non siamo avvezzi… Certo è che quando il vino è troppo truccato seppur discreto di sapore da degli effetti spiacevoli, ad esempio uno stordimento che dura anche due ore seppur se ne beve il giusto. Credo che dovrebbero essere imposte a priori maggiori regole sul trattamento delle uve e dei vini, per una maggiore salute di tutti e per uniformare i costi. Se tutti i vini dovessero essere bio nessuno potrebbe approfittarsi della cosa, nessuno potrebbe fregiarsi di essere bio e dare un prodotto scadente di sapore e nessuno potrebbe commerciare schifezze a basso costo perche buone ma malsane… Utopia temo.

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