“APPARITA 1992”

12373287_459369970932894_617705118288042283_nL’Apparita  non un semplice vino, ma addirittura un mito, che è riuscito a far parlare di sé  fin dalla prima annata in cui è stato prodotto nel  1985 divenuto da subito icona rappresentativa  dell’enologia italiana .Nato da un clone di Merlot 342 , le vigne di questo piccolo “Cru” si trovano in terreni ricchi di argille ad un’altitudine di circa 490 metri slm. Le viti sono state selezionate ed impiantate nei primi anni 80 sulla parte più alta del Vigneto Bellavista. Ma è durante una degustazione alla cieca, dedicata ai Merlot di tutto il mondo tenuta  in Svizzera all’Academie du Vin, che nel 19991 si elegge  come miglior vino “Vigna L’Apparita 1987 ” sbaragliando co grande sorpresa generale tutti i vini francesi.

Le vigne di Ama hanno una buona  esposizione in pieno sole, questa parte è la più fertile e la più rinomata del Chianti” ; tanto che  Ama è considerata come culla della produzione vinicola già dall’ inizio nel settecento, epoca in cui era già stato segnalato, dal Granduca Pietro Leopoldo d’Asburgo Lorena, che andando in visita ad Ama nel 1773 ne tessé le lodi all’allora Governo della Toscana. Una targa ricorda queste parole di ammirazione, che proseguivano dicendo che “Intorno al castello d’Amma vi sono le colline e valli le più belle di tutto il Chianti.

Vigneti di Ama; il 1992 non è stata un’annata perfetta per l’andamento climatico che è stato caratterizzato da piogge e temperature piuttosto basse, che dà metà di luglio sono risalite tornando nella media stagionale. Dalla metà di luglio le temperature sono risalite tornando nella media ma con forti e intense perturbazioni di fine settembre e inizio ottobre. Le uve selezionate per Q.li 150 sono state raccolte il 21 Settembre.

Raffinatissimo, è un fuoriclasse carico di personalità che interpreta perfettamente quello stile improntato su vitigni internazionali dei Supetuscan nato negli anni 80, e che riesce ad oggi ad emozionare attraverso alcune perle enologiche di particolare pregio.

Tasting Notes

Colore granato con unghia tendente all’aranciato, nel corpo il colore è fitto e rubino ma non particolarmente luminoso. Ruota con lentezza formando archetti fitti  e regolari. Ancora chiuso nonostante la decantazione avvenuta un paio di ore prima, a bicchiere fermo il naso è improntato da note boisè ed humami che emergono con una terziarizzazione avanzata. Dopo qualche minuto si apre con intensità sorprendente,  stupendo con una sferzata di frutto maturo rosso di ciliegia e cassis in confettura che seduce l’olfatto per la complessa rete di profumi con cui si esprime. Seguono floreali di rose appassite dove corrono in sottofondo note balsamiche,spezie pregiate chiodi di garofano,noce moscata, cioccolato. Al palato è sontuoso ed integro in un perfetto emozionante equilibrio. Denso avvolge il palato con morbidezza, la trama tannica è composta e ancora percettibile con una elegantissima sensazione vellutata. Il supporto acido- sapido riesce a calibrare  il gusto con una perfetta cadenza. Infinita la persistenza dove tornano, profonde, le note di rabarbaro e un espressivo ritorno al frutto che emerge in modo netto, e grandemente persistente .

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